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November 14 altro profiloecco un altro rimando al mio profilo dove tento di aggiornare costantemente info e notizie che troppo spesso passano sotto silenzio,, http://www.facebook.com/profile.php?ref=profile&id=1482208109
July 22 OCCUPAZIONI DELLE SCUOLE, NORME E SENTENZE DA CONOSCERE
OROSCOPO MAYA ■Professori per natura, le Tartarughe sanno però essere umili e donare
la loro conoscenza e il loro incondizionato aiuto alle persone che li
circondano. Sono pazienti, riflessivi e, come il segno della Volpe, in
amore preferiscono decisamente i rapporti stabili e duraturi. ■Saggi e
sereni, nutrono una autentica passione per le piccole bellezze della
vita e sanno approfittare anche dei momenti meno positivi per godersi
il riposo e la tranquillità. Attenzione però: questo segno è anche
capace di imporsi con convinzione quando vengono toccati i propri
valori... pazienti si, ma non stuzzicateli troppo o saranno grossi
guai.
■Principio Guida: Pazienza ■Tallone d'Achille: Timidezza ■Segno del
partner ideale: Pavone e Giaguaro ■Colore di guerra: Giallo Oro A Napoli se un cronista decide di raccontare la verità rischia grosso" Inutile girarci attorno: a Napoli se un cronista racconta la verità
rischia grosso. E' un assioma tramandato dall'esperienza del mestiere e
svela un bieco avvertimento: la cocciutaggine professionale si paga a
caro prezzo. Il 27 marzo di cinque anni fa Annalisa Durante, appena 14
anni, è l'ennesima vittima innocente dei killer della camorra.
L'omicidio avviene in via Vicaria Vecchia a Forcella, un rione di
Napoli dove la camorra storicamente fa ciò che vuole. Lavorare in un
piccolo quotidiano (all'epoca Napolipiù, testata chiusa l'anno scorso)
ti permette in generale di non seguire le agenzie e la gerarchia delle
notizie ma di lavorare liberamente, costruirti rapporti di fiducia e
insinuarti nei ciottoli delle viuzze dove i clan sono padroni. Una
presenza costante la mia che si è incrociata con don Luigi Merola,
prete anticamorra di Forcella e Giovanni Durante, il papà di Annalisa.
Le cronache si fanno attente. Il primo colpo è stato - con la forza
della denuncia - far abbattere alcuni manufatti abusivi della famiglia
Giuliano che si affacciavano - vedi il paradosso - sul terrazzo della
scuola che a breve sarebbe stata dedicata alla memoria di Annalisa
Durante. Non solo. La rimozione di un muretto che bloccava l'accesso
delle volanti della polizia e una scala che serviva ai "signorotti" del
clan per fuggire da un vicolo all'altro in caso di blitz delle forze
dell'ordine. L'onda lunga dell'indignazione, l'iniziale tam tam
mediatico induce molti residenti del rione - nonostante le
frequentazioni con ambienti malavitosi - a recarsi dagli inquirenti e a
verbalizzare. Un fatto enorme per gente abituata ad entrare e uscire
dalla Questura in manette. Il processo sembra una passeggiata Salvatore
Giuliano non ha speranze: sparò ad Annalisa Durante. Ma qualche mese
prima dell' inizio del dibattimento accadono episodi molto inquietanti:
pestaggi, irruzioni in abitazioni, minacce. Le cosche non vogliono la
condanna di Giuliano. Hanno paura di un effetto domino giudiziario.
L'unica arma è avviare una potente campagna d'intimidazione ai
testimoni. Lo scrivo. Lo denuncio. Riporto notizie segretissime. Si
apre il dibattimento. Puntualmente comincia la girandola delle
ritrattazioni : "Signor presidente non ricordo", "Signor Giudice il
verbale è falso", "La firma non è la mia", "Io ai Giuliano li rispetto,
sono come uno di famiglia", "Mi sono sbagliato: quella sera io non
c'ero a Forcella". Esattamente quello denunciato su Napolipiù qualche
mese prima. Il 27 maggio 2005, a fine udienza in un corridoio laterale
all'aula 114 della Corte d'Assise del Tribunale di Napoli, mi blocca il
pluripregiudicato Luigi Giuliano, padre dell'imputato Salvatore e
cugino omonimo del padrino Lovigino, ex capo della Nuova Famiglia
(quella che negli anni Ottanta fece la guerra alla Nco di Raffaele
Cutolo) e mi dice: "Voi siete Capezzuto. Vorrei sapere come dobbiamo
fare con voi. Scrivete sempre contro la mia famiglia. Adesso dite che i
Giuliano stanno minacciando i testimoni...che li vogliamo fare
ritrattare....non è vero...quando scrivete gli articoli mettete delle
parole per far capire altre cose". Ribatto con la voce che mi trema:
"Faccio il giornalista, scrivo i fatti". Lui attacca: "Voi siete stato
sempre contro di noi. Il vostro giornale mette sempre in prima pagina i
Giuliano. Vi dico solo che dovete stare attento perché le disgrazie
succedono all'improvviso". Lo interrompo e gli chiedo : "Mi state
minacciando?". E lui :"No....vi sto dando un consiglio così evitiamo i
problemi". L'escalation è innescata. Il 2 Luglio 2005 Viene fatta recapitare alla Parrocchia di San Giorgio ai Mannesi una lettera anonima per minacciare me e don Luigi Merola di morte. In particolare nella missiva c'è scritto che farò la fine di Siani perché scrivo sempre in prima pagina le notizie contro i Giuliano. La lettera si conclude con due pupazzi decapitati. Lo stillicidio è solo all'inizio. Il 24 novembre 2005, sempre approfittando di una pausa processuale, i genitori di Salvatore Giuliano cioè Luigi e Carmela De Rosa più altre due persone mi fermano fuori l'aula. Carmela De Rosa dice: "Scrivi sempre delle minacce e delle ritrattazioni, noi non c'entriamo niente. Queste persone, i testimoni che hanno ritrattato ci hanno fatto solo un danno. Tu ce l'hai con noi e la mia famiglia. Stai contro Salvatore. Ti piace sbattere il mostro in prima pagina. Scrivi i particolari come è vestito, che cosa fa, come si muove" Interrompe Luigi Giuliano: "Scrivi che io sono un pregiudicato, tutta Napoli sa che io sono un pregiudicato, tu lo scrivi perché devi farci la guerra ma la guerra te la facciamo noi. Io ho tutti i giornali conservati, le cose non le dimentico...stai tranquillo". Riprende la De Rosa: "Tu vuoi vedere mio figlio con il vestito a strisce bianche e nere come si faceva tanti anni fa con il numero in petto. Sei un giornalista che fa di cognome Durante. Ti sei fissato...Stai sempre a fare le foto a Forcella e a parlare con la gente. Ti devi fare i cazzi tuoi, ci stai dando fastidio". Un fardello pesante. Ne parlo con il giornale e con Ottavio Lucarelli, l'unico, sempre accanto in ogni momento della vicenda. Ma un altro accadimento oscuro e gravissimo irrompe nella storia : due ragazzi in scooter gettano una bottiglia incendiaria nel palazzo dove abita Giovanni Durante. Un chiaro segnale. Non è finita. Mentre il processo Durante si avvia a conclusione giunge il 20 gennaio 2006 una telefonata in redazione dove una voce artefatta dice minacciosa �Ss' adda fa e cazzi suoi Capezzuto 'o si no 'o sparammo".... La redazione del giornale viene messa sotto tutela con una vigilanza saltuaria delle forze dell'ordine. Io comincio a scomparire firmando gli articoli con un pseudonimo e tralasciando purtroppo i particolari mentre le fasi conclusive del processo vengono affidate a un mio collega. Va avanti l'inchiesta nata dalle mie denunce insieme a don Merola e approda al rinvio a giudizio degli imputati. Nel frattempo Salvatore Giuliano esaurisce tutti i gradi di giudizio e ora sconta una pena definitiva a 20 anni di carcere. C'è lo spazio per la condanna dei testimoni che nel corso del processo hanno ritrattato la loro verità e l'apertura di un nuovo fascicolo d'inchiesta sui soggetti che a vario titolo misero in essere una strategia di minacce per intimidire i testi. Poi il capitolo minacce al cronista. Il processo viene celebrato davanti alla XI Sezione del Tribunale di Napoli - giudice Carlo Spagna - l'ordine dei giornalisti della Campania con il presidente Ottavio Lucarelli si costituisce parte civile (non è mai accaduto a Napoli). Del resto è già una rarità il fatto che un cronista minacciato trascini in aula i propri aggressori. Poi la cronaca di questi giorni. Una secca condanna per Luigi Giuliano a 2 anni e 6 mesi di carcere e per la consorte Carmela De Rosa a 2 anni e 2 mesi. Il giudice ha stabilito anche un risarcimento per il cronista di 10 mila euro e 25 mila per l'Ordine dei Giornalisti della Campania. Denaro che sarà devoluto in beneficenza alle associazioni che operano al rione Forcella. Conclusione: i cronisti non devono ritenere "fisiologico" diventare bersaglio di minacce e aggressioni. Occorre denunciare e andare fino in fondo anche tra l'indifferenza dei tanti, in primis i molti colleghi bravi solo a parole. Anche così si restituisce dignità alla professione. * giornalista de "SIl Napoli" gruppo Epolis http://www.articolo21.info/8743/notizia/a-napoli-se-un-cronista-decide-di-raccontare.html April 24 chiloe-cile noi fino a sabato o domenica stare mo in quetsoostello gestito da
un tipo assurdo, si spende a manetta in citta perhe tra dormire che
costa tipo 9 euro a notte e mangiare ci sputtaniamo soldi con niente.. visto che qui e il paradiso culinario..torte , dolci pasticcini diforme e colori assurdi che ti incantano..sono drog e piu ne mangi piu ne vuoi.. con prezzi stronzi eprche sono tipo 50 cent a fetta ma appena inizia nn finisci piu..poi sono ovunque, cammini per la strada in mezzo a paesaggi molto america post uragano catrina con caasette basse fatte di compensato e lamiera, su un cielo oceanico terso di grigio e sfumature affini , che si riflette inpiogge torrenziali di pochi minuti epr poi lasiare post a pochi raggi che con fatica devono varcare questo muro di nuvoloni assurdamente denso, e la strade spesso di terra battuta sono solcate da rivoli d'qcaua mentre i cani randagi gironzolano liberi..pero appena alzi gli occhi, ecco un paradiso di torte in verina, che ti fanno dimenticare dove sei.. sono le cose piu brillnti che abbiamo incontrato fijno ad ora.. e assurdo come uin mezzo quasi al nulla, le vetrine che custodiscono nn torppo gelosamente questi spettacoli gastronomici siano linde e brillanti, tanto che il tutto si mischia ai colori intensi e forti degli strati che compongoo questi palazzi di zucchero e tutti gli ingredienti immaginabili che possono essere mixati su base dolce e che dopo il primo morso inevitabimente scatenano un orgasmo nella tua bocca.. ma la perdizione e infima e nn e solo dolce..no.. ti basta voltare l'algolo un po appesantito da una fetta che di media fa 250 g x nn voglio sapere uante kilocalorie.. ed ecco un cartello completamente scolorato, dove si legge appena una scritta rossa su fondo bianco..panaderia qui sei finito, i maestri del fritto si sono dati appuntamento in cile e hanno generato il peccato: pane fritto su grasso di vacca, berline che sono l'evoluzione del pane fritto piu grandie alte stile bomboloni, dolci e ripiene di marmellata, fritte e servite calde... ma finoa qui si puo resistere epensare che hai appena ingurgitato un mega fetta di torta e il tuo stomaco ti sta imprecando contro e ti chiede perdono epr i suoi peccati pero nn puo accetare altro, ma qui il tuo cervello entra inconflitto perche i profumi ti drogano e sono intensi e ormai hanno eprvaso la tua scatola cranica, sei finito o ti metti a correre o inevitabilemnte varchi quella soglia che e come entrare all'inferno con un biglietto di sola andata.. imapnadas cono una specie di mega ravioloni di pasta ripeini di carne o verdura o formaggio conpossibilita di essere cotti al forno o fritti o stra mega fritti e unti il che rende tutto inevitabiletne lussurioso e buono.. poi ci sono le versioni simili fatte pero con le patate , stile arancino.. i prezzi ti ingannano..400 o 700 peson, da 60 cent a 1 euro..e tu pensi ma si infine cose e un euro..gia e ti metti a ordinare a detsra e a manca perche piu stai dentro e pensi al prezzo e a cosa comprare, piu l'odore diventa asuefazione ecadi nella trappola ..sei finito nn ragioni piu ora sono el papile gustative e l'olfatto ad avere il controllo su di te e sei vittima di te stesso mentri ordini come un ossesso e gia hai il guisto che ti si ecreato in bocca e hai smania di avere quel saccheto di bonta nell etue mani, pensi solo un secondo a quando l'avrai finito e cosa potrebbee ssere al sua morte..ovvi, birre esposte dentro banchi frigo come le prostuitute nelle vetrine dei quartieri a luci rosse delle grandi citta, nei sobborghi.. dove lussuria, peccato e gola fanno un orgia per regalarti qualche emozione in una vita di lavoro e quotidinita.. paghi il tutto come un automa e ormai te en freghi, hai il tuopeccato di gola tra le mani e sei ini paradiso.. ibtqnto il sole va a tramontare regalandoti giochi di luce colori inimmaginabili su un paesaggio dove pali della luce rigonfi di fili uniti precariamente crescono come alberi in un biosco, e si rmificano sopra tutti i tetti, dove inevitabilmente una parabola fa capolino per poi piantarsi di nuovo a terra a un centinaia di metri di distanza luno dall'altro..questo sciame di fili , mal accozzati tra loro risaltano nero su bianco mentre il cielo schiarisce e el nuvole brillano di un grigio intenso sovrailluminato da un sole che ora e orizontale a loro, sull'orizonte e le fa brillare da dietro e si formano cotruzioni di vappore e umidita addensata, che prende il nome di nuvola, di varie forme e sfumature di gricio luminoso ma tutte uguialmtne agrovigliate tra loro . d ecco che un giorno e volato via, mentre varchi il cancello del ostelloe pensi che domani farai qualcosa.. e cosi in citta vieni rapito da tutto e quel giorno i riposo post nave diventano 5 giorni passsati a visitare un po l'isola e 2 cittadine vicine e per il resto perdizione e feste con amici incotnrati lungo il cammino o qui nell'ostello insieme ai porpietari che spesso sono viaggiatori a loro volta quando la stagione finisce, pero faine e volpi dell'economia visto che sanno affascinarti e rapirti facendoti passare gironi stupendi ma tenendoti con loro.. e tu alla fine ti ritrovi a fare i conti con il tuo portafoglio, e per un momento preso da lucidita dici, cazzo..bisogna ricominciare con la dieta del trekking..pero poi ripensi a tutto e con un vacffanculo sali sullautobus verso altre mete o meglio ti metti in cammino sulla strada sperando che al suerte ti regali un passaggio verso un nuovo luogo da scoprire e da cui essere rapito e affascinato, magari per 2 giorni o piu.. chi sa.. la suerte regola il cammino meraviglioso che ela vita noi nn sappiamo cio che ci aspetta sappiamo pero che qualsiasi cosa ci regali, che puo essere emravigliosa come no, che inevitambilemtne alle volte passa attraverso forme meno gradevoli come dolore e difficolta,ç l'unica cosa che un viaggiatore deve imparare epr afforntare questa starda, che e la vita, e capire che nulla e impossibile o insuperabile ed eterno, come canta de andre "come tutte le piu belle cose, vivesti solo un giorno , ..come el rose.." cosi tutto cioche ci accade finisce tempisticamente, noi possiamo renderlo eterno imparando a viverlo intensamente e realemnte.. e soprattutto piu un cammino e irto difficile e faticoso piu quello che ci cela alla fine di questo e meraviglioso eunico.. e poi tante volte e solo questione di punti di vista, avete mai notato come el discese viste dal basso sembrino salite?! un saluto a tutti viaggiatori veri, quelli con cui ho condiviso ilmio cammino che e unico pe rogniono di noi, come dice ale, ogniuno ha la sua starda, pero mi rende fleice l'idea che lungo tutto questo cammino nn saremo mai soli.. ci sono compagnidi viaggio di un giorno, di un minuto o di una vita, o semplicemtne pe ril tempo di un bacio.. ma tutto cio come ho detto e relativo, perche tutto dipende da come noi viviamo la starda e il cammino.. noi dobbiamo essere il nostor tempo. a tutti voi quindi, che avete il coraggio di continuare a camminare, anche se a volte e giusto fermarsi un po per riposare e rifucillarsi pronti coi ad affortnare un nuovo cammino..l'importante e nn arrrendersi e spavemntarsi davati alla distanza, eprche nn ce meta che nn e irraggiugibile.. a tutti voiche continuate a camminare inseguendo l'orizzonte, mando un mega saluto e un augurio di buena suerte per il vostro viaggio.. e nn vedo l'ora di tornare presto di ritessere ilmio cammino con il vostro, buscando momenti meravigliosi insieme ai migliori compagni di viaggio.. Volevo solo regalarvi queste due righe che mi ha scritto mia madre , sono di Pessoa: La vita è ciò che facciamo di essa I viaggi sono i viaggiatori
Ciò che vediamo non è
ciò che vediamo,
ma ciò che siamo.
(Con amore mu.)
February 27 Trieste: ronde intitolate allo squadrista fascista MutiTrieste: ronde intitolate allo squadrista fascista Muti
La speranza è che sia frutto di un malinteso o di un errore giornalistico. Visti i tempi che corrono, invece, è più probabile che si tratti della cruda verità. Si parla di ronde. Quelle che il governo pochi giorni fa, con l’approvazione di un decreto sulla sicurezza, ha reso legali. A Trieste il Movimento Fiamma Tricolore ha deciso di mettere a disposizione dell'intero territorio provinciale un corpo di 100 volontari. “Tutti cittadini italiani”, beninteso, “molti dei quali esperti di arti marziali o ex appartenenti alle forze armate o a corpi di polizia per i servizi di sicurezza del territorio”, si legge in una nota. “I volontari saranno dotati unicamente di telefono cellulare, torce per la vigilanza notturna e spray anti aggressione, il cui utilizzo è divenuto ormai legale”. E avranno anche un nome. Un po’ particolare. Si chiameranno “Squadre Ettore Muti”. Chi era Ettore Muti? Secondo Stefano Salmé, segretario regionale della Fiamma Tricolore, è “un eroe della militare della prima, come della seconda guerra mondiale”. Definizione che non risponde a verità. Non del tutto quanto meno. Ettore Muti era uno squadrista, un fascista della prima ora. E’ stato gerarca fascista fin dagli esordi, segretario del Partito Nazionale Fascista, e nel suo curriculum può vantare diversi assalti squadristi, e per l'occupazione della prefettura di Ravenna durante le operazioni della marcia su Roma. Muti è stato ucciso a Fregene durante il suo arresto da parte dei carabinieri il 24 agosto del 1943. Chissà cosa ne penseranno i triestini di questa simpatica iniziativa e soprattutto se si sentiranno più sicuri se nella città gireranno civili armati di spray con nostalgie per il Ventennio che fu. E chissà, poi, che cosa ne penserà il ministro dell’Interno Roberto Maroni, fautore della norma e che ha sempre detto che le ronde non dovevano essere politicizzate. «L’ipotesi di istituire le ronde è profondamente sbagliata – ha detto Sergio Cofferati sindaco di Bologna - perché introduce nell’ordinamento il principio che lo Stato delega ad altri l’esercizio di funzioni importanti e delicate come sono quelle rivolte a garantire la sicurezza dei cittadini». Secondo Cofferati, inoltre, «ad un'idea sbagliata poi si aggiunge l’aggravante di un'interpretazione che prefigura addirittura un ruolo dei partiti nella costituzione e nell' attività delle ronde stesse». Insomma, per il sindaco sceriffo, il ruolo svolto dalle ronde «dovrebbe essere svolto dalle polizie di Stato», mentre «sono altra cosa le esperienze degli assistenti civici, che hanno funzioni non sostitutive delle polizie». La loro, ha concluso Cofferati, «è un'attività sussidiaria e nulla più: ben diverso da quello che si propone per le ronde». Specie a Trieste. February 25 le vene aperte dell'america latinale vene aperte dell'america latina hanno molti nomi
si chiamano "huasipungo" in ecuador latifondo e sfruttamento in colombia stagno e solitudine in bolivia in costa rica si chiamano united fruit e sfruttamento in centro america resta sempre a cuba il bordello dell'america e sfruttamento in cile minatori massacrati e sfruttamento ma un giovane comincia un lungo viaggio in motocicletta per conoscere il cuore del continente il suo nome era ernesto guevara piu tardi l'avrebbero conosciuti tutti come el che in centro america resta sempre viva una delle idee di arbez
in messico trova riparo sotto una rivoluzione tradita e li germoglia il sogno di una nuova rivoluzione che due anni dopo , a cuba, lancia la seconda rivoluzione dell'avana e da ora in poi la storia dovrà tenere conto dei poveri d'america. in bolivia il generale torres è a capo di un governo popolare
e in perù valasco è a capo di un governo popolare e in cile si impone venceremos in brasile joao goulart è a capo di un governo popolare e comincia il sogno dei mille giorni di allende che finisce conla notte tragica della dittatura. ma la lotta continua.
disse il che: se cado che altre mani raccolgano il mio fucile e continuino a combattere
e continuano a farlo in nicaragua il fronte sandinista di liberazione nazionale in salvador il fronte farabundo marti di liberazione e la speranza continua in cile il fronte patriottico manuel rodriguez e in chiapas l'esercito zapatista di liberazione nazionale e la lotta continuerà fino a chiudere le vene aperte dell'america latina. February 08 tutto è falso.pirandello scrive :
l'uomo vive conuna maschera
proviamo acapire questa maschera cos'è e perchè esiste. l'uomo sente il bisogno di creare un immagine nitida e bella di se che rispecchia l'esigenza sociale, o meglio l'esigenza delle persone che lo circondanoe che con lui relazionano..
in pratica devi automodellarti in base alle esigenze e volontà altrui. ora x far io nessuno te lo dic ee ti spiega bene cosa vuoel ma te lo fa capire ti lancia segnali qui interviene la libera interpretazione del soggetto fatto bersaglio di tali segnali e siccome siamo uomini nn sempre traduciamo perfettamente esiset un buon margine di errore e incomrpensione. risultato noi creiamo una maschera (la nostra immagine di copertina da presentare a tutti) che e frutto di marginidi errori.risultato abbiamo cmq fallito eprche ci siamo costruiti un immagine cmq nn giusta, tanto valeva rimanere se stessi. nonostante cio preferiamo e sentiamo l'esigenza di indossare questa maschera con dievrsi risultati.
il primo è che la vita sociale e basata sulla fasita e su un fragiel equilibrio di certezze
il secondo è peggiore perche se cipensate bene la società altro nn è che l'insieme di individui ora se la società impone questi dettami vuol dire che insieme diindividui impongono cio o meglio condividono tutti tacitamente questa idea perche ne sono schiavi e asuefatti ma l'insieme di individi deto società è costituito da molteplici io-me traduzione: ogniuno di noi impone questo a se e agli altri. ne nascono conseguenze interessanti sulla stupidità umana che in nome dell'individualismo spietato preferisce soffrire pur di imporre ad altri regole e morali
altre considerazioni sono su quanto n ci rendiamo conto del valore comunitario e del bene comune e come lo percepiamo come dannoso e pericoloso al punto da preferire la sofferenza personale la tersa e che siamo vittime di noi stessi e siamo tutti colpevoli
di tacito consenso e di aver sparato(agire ogni girono in seno al costume sociale ) ora dopo aver capito cio che dire?
nulla di piu se n arrivare a rendersi conto che se tutti rapporti sociali sono falsi e basati sull afalsità anche i rapporti privati personali e di coppia di conseguenza lo sono..
ma la cosa peggiore è che è tutto un immmenso teatro
la vita è un palcoscenico dove un maledetto regista e il suo staf coordinano le azioni muovono le scenografie girano truccano ma dove nessuno ti spiega che cazzo sta succedendo intorno a te cosi tu e tanti altri mnuscoli esserini detti attori vi trovate inun tetaro pieno di spettatori ansiosi e inebetiti rimanete stupiti davanti a questo spettacolo di occhi che vi fissano e si aspettano da voi che facciate cio che loro vogliono o meglio rappresentiate quell'opera che li ha cosi interessati da farli venire tutti a tetaro questa sera solo per vederla recitata.. ilproblema e che tutti questo occhi ansiosi san bene cosa vogliono vedere l'unico idiota insonsapevole sei tu, sono io siamo noi. e all'ora che fare? altro nn resta che scegleire di improvvisare sapendo che tutto lo spettacolo sara un battagli all'ultimo sangue tra te e il copione dove probabilmente se nn sei un maestro perirai sotto lo sguardo stupido dei tanto occhi che si aspettavano un opera e invece vedono un miserabile dramma umano..
oppure come suggerisce il maestro pirandello, l'unico modo per avere una visione d'insieme chiara e nitida è estraniarsi guradare le cose da fuori insomma diventare spettatori del proprio dramma umano e altro nn fare che rimanere li insieme a quie mille occhi a godere di uqesto spettacolo raccapricciante e patetico dell avita umana sceh scivola come acuq asporca verso tombini bui e profondi che un girono porteranno al mare..forse perche infondo in un mondo cosi falso nn habbiamo nemmeno piu la certezza e la speranza, anzi lasperanza è una droga sottile che ci tinee schiavi di noi stessi la speranza che un giorno questo finirà e una forma di controllo tanto sottile quanto perfetta ecco eprche dobbiamo diventare spettatori limitarci a riprendere questa realtà falsa e nn porsi domande nn cercare risposte la vita e questo punto. prima lo capisci e prima diti metterai l'anima inpace e potrai sederti grassamente su quel divanetto proprio li inalto sul loggione fornte palco aspettando che cali il sipario. February 03 militarizzare e proibire..ecco come si controlla la società!A tutta quell’altra Padova che non crede nei muri, nel proibizionismo come risoluzione delle problematiche sociali.
A tutti coloro che per l’ennesima volta vedono sfidata la propria libertà personale da ordinanze del sindaco Zanonato mirate a paventare una finta sicurezza fomentatrice in realtà di paura e controllo sociale. A tutti coloro che sono stanchi di vivere in una città nota sul piano nazionale unicamente per le politiche securitarie che produce e sperimenta. A tutti voi è rivolto questo appello. Negli ultimi giorni abbiamo assistito all’ultima manovra di chiaro stampo propagandistico da parte del sindaco Zanonato mirata a multare spacciatori, consumatori, acquirenti di sostanze stupefacenti con una sanzione di 500 euro, oltre alle già pessime leggi in vigore.
Questo è troppo! Il problema che ci preme suscitare non è legato agli spacciatori o ai consumatori di sostanze, quanto ad un concetto generale: la continua sottrazione di libertà di cui siamo vittime in questa città e il reiterato tentativo di negazione per tutte quelle passioni vive che animano i nostri corpi e fanno vivere i nostri territori. La vera droga deleteria per il corpo di questa città sono le ordinanze del suo sindaco, unico vero veleno delle arterie e del sangue di Padova. Quel sangue, fonte di vita, siamo noi! Quest’ultima manovra è chiaramente mirata alla campagna elettorale che il sindaco sta aprendo in vista delle prossime elezioni amministrative. Una campagna elettorale che, come tutte le mosse di questa giunta, pagheremo unicamente noi cittadini, sulla nostra pelle in linea con quella che è stata la politica istituzionale di questa città negli ultimi anni. Per l’ennesima volta Padova diventa protagonista di politiche bieche e miopi, che sempre più suscitano nei suoi cittadini un immaginario degno del celebre libro di Orwell: muri, telecamere, militari, polizia, polizia cinofila, coprifuochi, multe e sgomberi. Non è infatti la prima volta che ci troviamo d’innanzi a politiche scellerate da parte di questa amministrazione; viceversa questi cinque anni sono stati un susseguirsi di ordinanze di stampo proibizionistico e securitario. L’abbiamo visto con la costruzione del muro di via Anelli, primo grande baluardo del nostro sindaco/sceriffo, per poi passare alla multe ai clienti delle prostitute, fino ad arrivare al coprifuoco per i bar del centro per finire con le ultime manovre: l’introduzione dei militari nelle strade della nostra città, l’installazione di centinaia di telecamere a vigilare ogni angolo della nostra vita sociale e privata e la multa “antispaccio” accompagnata dal dispiegamento di decine di unità cinofile. Tutte ordinanze e atti mirati alla garanzia di quel labile principio di sicurezza che viene esibito ogni qualvolta qualcuno tenti di opporsi a queste logiche, ma che hanno ripetutamente dimostrato la loro totale inefficienza rispetto al problema che si ponevano di risolvere. Al contrario allargandolo e diffondendolo. Scavando, neanche troppo in profondità, dietro questo principio della sicurezza, si fa sempre più luce la reale opera che questa amministrazione a messo in campo in città: la politica della paura, del controllo. Questa sottile linea parallela che corre vicino alla facciata delle politiche per la sicurezza, ci parla di una sempre più evidente intenzione di sopprimere ogni forma di dissenso, di ribellione, di ricerca di libertà. Le politiche che ci troviamo ad affrontare non divengono altro se non il palese tentativo di reprimere ogni forma di insubordinazione al comandante, coperta e garantita dalla paura che viene suscitata nel resto dell’equipaggio. Una paura che deve essere affrontata immediatamente, prima che muti in abitudine, prima che diventi rassegnata accettazione. Il finale di “1984” non c’è mai piaciuto, vogliamo e possiamo riscriverlo tutti insieme, tutti quei cittadini che a questa Padova non ci stanno, tutti quei cittadini che credono nell’altra Padova, tutti quei cittadini che credono che le paure non vanno interiorizzate, ma affrontate. È per questo che in occasione dell’approvazione di una simile ordinanza (o di qualche suo surrogato) invitiamo tutti i cittadini dell’altra Padova ad una “spinellata di massa” in piazza sotto le finestre del Comune. Per un’iniziativa che profumerà di libertà. Non bisogna avere paura per essere liberi! Cittadini/e e non sudditi dell’altra Padova
risp:
per me è una grande stronzata. Da che mondo è mondo sappiamo che farsi un porro è illegale.Non sarà certo un'ordinanza a sconvolgere le cose.
Svegliamoci un pò fuori,altro che canne! Ok, una puttanata è stata l'erezione del muro in via Anelli (abbiamo visto le "proficue" conseguenze che ha portato). Scendiamo in piazza contro l'esercito. Piazziamo un cazzo di furgone con tanta musica militante e iniziamo un corteo anti-militare. Non mascheriamo il tutto per una cazzo di spinellata. Siamo più cattivi. Basta porri. Facciamo sto corteo contro l'esercito>> quella è una mossa da sceriffi. Andiamo,con dati alla mano,sotto il comune a ribadire che le guardie non hanno risolto un cazzo di problema; basta leggere il "Gazzettino" di oggi,in cui viene evidenziata la notizia che Padova è la città meno sicura di tutto il veneto. Io non ci sarò mercoledì. I giornali riporteranno la notizia nel più prevedibile dei modi. "Giovani spinellomani a difendere la canna". Vogliamo dimostrare che solo quando toccano il porro si organizza un corteo? Figura da coglioni. Nessuno ha alzato un dito da quando hanno introdotto le camionette. Iniziamo a farlo. L'ordinanza sugli spinelli è la questione più lieve. un amica risponde così all'appello lanciato ieri dal cso pedro attraverso la mail sopra citata.. io vorrei fare solo una breve riflessione, anzi 2 la prima e che è vero come scrive quetsa amica nella risposta all'appello che la questione spinelli è forsel al piu lieve e blanda della politica merdosa che ha segnato la giunta zanonato ed è vero che spesso siamo mancati inoccasioni ben piu granvi pero teniamo conto di quel che c'è scrtitto nell'appello e leggiamolo nella sua ottica
primo ribadiscono come questa ordinanza sia solo l'ennessima goccia di una politica sicuritaria e antiproibizionista che certo nn è una cosa da poco perche teniamo conto he nel tema antiproibizionismo come ho scritto sullamia precedente nota c'è speculazione , narco mafie e una politica del controllo sociale
2 ci siamo stati contro il muro di via anelli e le telecamere anche con azioni simboliche come l'oscuramento di alcune nella zona del centro..
3 la spinellata e una forma di provocazione perche dialogare conle istituzioni e impossibile e allora adesso arrestatecci tutti, come scrivono i ragazzi nel mezzogiorno alle manifestazioni contro le mafie..
siamo a un punto di nn ritorno e i giornali? quelli scrivono sempre e cq merda verso chi nn ubbidisce e protesta e poi conla questione spriz ci han giq etichettati come fancazzisti e coglioni pero quando c'è stata l'onda la gente ci ha seguiti eppure noi siamo semrpe gli stessi..perche^?
dobbiamo smettere di preoccuparci dell aquestione mediatica tanto son tutti sporchi ventuti al patronato e come dici tu ricominciare a lottare. February 02 vaffanculo in tutte le lingue del mondoNel nostro partito politico manteniamo le promesse.
Solo gli imbecilli possono credere che non lotteremo contro la corruzione. Perché se c'è qualcosa di sicuro per noi è che l'onestà e la trasparenza sono fondamentali per raggiungere i nostri ideali. Dimostreremo che è una grande stupidità credere che la mafia continuerà a far parte del nostro governo come in passato Assicuriamo senza dubbio che la giustizia sociale sarà il fine principale del nostro mandato. Nonostante questo, c'è gente stupida che ancora pensa che si possa continuare a governare con i trucchi della vecchia politica. Quando assumeremo il potere, faremo il possibile affinché finiscano le situazioni di privilegio. Non permetteremo in nessun modo che i nostri bambini muoiano di fame. Compiremo i nostri propositi nonostante le risorse economiche siano esaurite. Eserciteremo il potere fino a che Si capisca da ora che Siamo il partito di FORZA ITALIA, la nuova politica ORA PROVATE A RILEGGERE PARTENDO DAL BASSO January 31 lo stesso che votò x il proibizionismo fu poi beccato x consumo di coca..
January 30 intercettazioniPer quanto riguarda il divieto di intercettazione, il disegno di legge del Consiglio dei Ministri le proibisce per lo stupro, il sequestro di persona, l'associazione a delinquere, l'estorsione, la ricettazione, la truffa, il furto, il furto in appartamento, la rapina, lo scippo, lo spaccio di droga al dettaglio, l'omicidio colposo etutti i reati finanziari.I media e TUTTI i politici stanno linciando Genchi (l'uomo nero delle intercettazioni, il Grande Orecchio) per quale motivo? Per due motivi. Uno è proseguire la guerra a quelli che, a Catanzaro, hanno osato sollevare il coperchio sul pentolone del letame che ribolliva e a ricominciato a bollire da quando De Magistris è stato cacciato e da quando i magistrati di Salerno, che avevano riaperto quel coperchio, sono stati a loro volta cacciati. (Why not, Poseidone e Toghe lucane, tre inchieste in cui il magistrato inquisì uomini politici, imprenditori e magistrati accusandoli di essere mischiati con i poteri oscuri della mafia e della massoneria) Bisogna proseguire nello sterminio di massa iniziato con De Magistris, proseguito con la Forleo, con il capitano Zaccheo che lavorava con De Magistris, con il consulente Sagona che lavorava con De Magistris, con i colleghi di De Magistris come il dottor Bruni che hanno voluto fare sul serio nel prosieguo delle sue indagini e sono stati ostacolati dai loro capi. Nello sterminio di Carlo Vulpio (giornalista esperto dell'inchiesta Why Not) che non si occupa più di questo caso perché ci capiva troppo, nello sterminio di Gabriella Nuzzi, Dionigio Verasani e il loro procuratore Apicella che sono stati fucilati alla schiena da un plotone di esecuzione plurimo, che sparava tutto nella stessa direzione, formato dal CSM, dal suo capo – il Capo dello Stato – dall'Associazione Magistrati che adesso sta tentando dei penosi ripensamenti, delle penose lacrime di coccodrillo e da tutta la classe politica. Voglio in qualche modo – sono disperati, ormai – dimostrare che a Catanzaro De Magistris e suoi hanno fatto qualcosa che non andava, perché sono tre anni che stanno cercando un pelino nell'uovo per dimostrare che c'era qualche irregolarità non in quelle enormi ruberie di fondi pubblici che si stavano scoprendo, ma nelle indagini e nelle persone di chi stava indagando. Questa è la prima ragione per cui Genchi è nel mirino. La seconda e fondamentale ragione per cui è nel mirino in questo momento l'ha detta Berlusconi, che ormai non se ne accorge neanche più ma confessa! "Intercettazioni, vi dico quel che farò”: “Una legge che taglia tutto, Bossi è già d'accordo, gli altri verranno convinti dallo scandalo Genchi. Non ho paura per me ma per la privacy degli italiani”. Lo fa per noi, naturalmente. Gli altri verranno convinti dallo scandalo Genchi: naturalmente non c'è nessuno scandalo Genchi, l'unico scandalo sono le porcate che ha scoperto Genchi per conto del PM De Magistris. Riassunto da un articolo di Marco Travaglio VoglioScendere.it January 24 ce solo Patagoniasolo ora a un mese dalla partenza capisco tutto,si! non è mica facile, cosa credete? che uno si alzi la mattina e decida di partire per un qualche posto cosi?senza una ragione apparente? No no.. anche nel caso, come ilmio, dove le motivazioni apparivano tanto confuse quanto l'idea stessa di partire, si celavano nel fondo nitide -chiare e semplici. semplici cosa? ma le motivazioni no?! perchè la Patagonia e non la Spagna?
credo che nella nostra vita nulla accada per caso , ogni cosa ha il suo tempo, come ogni stagione i suoi frutti..
fino a ieri della Patagonia sapevo solo essere uno dei luoghi più freddi, in argentina e cile, ma nulla di più.. però il mio io , per dirla alla Freud, sapeva bene perchè la Patagonia e non altri posti.. l'argentina in generale e la patagonia in particolare per al loro caratteristiche geografiche sono posti inospitali e per questo rimasti in qualche modo puri.. nei secoli sono state terre di salvezza per tanti che sentivano un bisogno innato di all’ontanarsi da ciò che c'era , dal conosciuto, dal gia visto.. dalle certezze!
solo ieri scoprivo che queste terre sono state meta di arrivo di sfollati , folli , yippie & Co di tutta europa, ma non solo.. sognatori, folli, pazzi con manie di potere videro nella Patagonia una nuova speranza x loro e gia nell'800 partivano in cerca di qualcosa.. la domanda è cosa?, semplice .. la cosa più difficile da trovare, perchè ovunque non è.. il nulla, l'eterno,l'io..
da quanto tempo noi non siamo ? troppo.. non è evasione, non voglio scappare da nulla, anzi, voglio trovare qualcosa, o meglio ritrovare qualcuno.. evasione è la nostra quotidianità , è il nostro istinto di sopravvivenza, che sfocia in mille forme e sfumature.. dall'indifferenza, alla tele, per poi degenerare in volontà di visibilità in una società di fantasmi.. ecco all’ora urlare al mondo il nostro dolore, anzi , insofferenza attraverso scritte, riempiendo diari muri e corpi di segnali x dimostrare di esistere.. avete mai notato come nei paesi del terzo mondo si vedono bambini scalzi che giocano a calcio con un pallone lacero e nonostante vivano dentro una baraccopoli, e di aiuti umanitari riescano magicamente a sorridere? Quanti di noi lo sanno ancora fare?
Eppure nulla manca..o no? sbagliato!… manchiamo noi.. siamo assenti, fantasmi, scivoliamo nelle giornate come la pioggia di Londra che accarezza le vetrine di qualche pub, dove dentro al riparo da quella serpe umida che si insinua ovunque qualcuno starà fumando una sigaretta cercando con lo sguardo qualcosa tra quelle gocce.. cosa cerca? Nulla di più di ciò che non potrà mai più avere e trovare.. nemmeno se quella pioggia fosse eterna, e ricordatevi che siamo a Londra. Cosa per dio? Se stesso.. Noi si che all’ora possiamo dire che stiamo sfuggendo, che quella è un evasione.. ci siamo talmente persi in quelle gocce da non sapere nemmeno più dove andarci a cercare.. Come può un viaggio essere un evasione? Non può e basta! È lapalissiano! Perchè se fai un viaggio per scappare da qualcosa o sei un autolesionista o un bugiardo;
certamente come onda infrangerai forse su qualche spiaggia, ma di certo su qualche scoglio e se all’apparenza semplice roccia, inevitabilmente ti arricchirai di qualcosa, sarai ladro e porterai con te un frammento, e infine senza nemmeno accorgertene ti ritrovi te stesso li, seduto con te in quello sgabello prima vuoto, in quel pub un po’ terso per il fumo un pò per la piaggio che ancora continua a scivolare su quella vetrina disegnando infiniti percorsi che il tuo occhio ancora tenta di seguire, cadendo però nell’inevitabile. E all’ora quando la vetrina finisce rialzi per un attimo lo sguardo in cerca di un'altra goccia con la stessa speranza di farti accompagnare lentamente verso qualcosa.. Ma le vetrine non sono rocce, non sono scogli, qui tutto si infrange semplicemente e con la stessa semplicità scivola fino al tombino più vicino per poi perdersi in qualcosa di noto. Ecco perché bisogna partire, non evadere ma per andare alla ricerca, sempre. Ecco perchè Patagonia, non c’è terra che inconsapevolmente ha mosso tanti io nel tempo e nello spazio Non c’è terra che è riuscita a far coincidere tante latitudini e speranze nella storia.. Ce solo Patagonia..che..
January 23 gaza sanguina ancora..Basta con il massacro di donne e bambini!
Per lo stato di Palestina libero e democratico! Tutto il nostro sostegno al popolo palestinese e alla sua legittima resistenza! Due anni di barbaro e illegale assedio condotto impunemente da Israele hanno stremato la popolazione palestinese di Gaza e sono sfociati in orrendi massacri di centinaia di civili con lo scopo di provocare più vittime possibili (soprattutto donne e bambini, futuri procreatori). Tutto ciò sotto gli occhi dei governi cosiddetti democratici che considerano ancora le azioni di Israele “un legittimo atto di autodifesa”, come lo stesso stato sionista è solito mascherare. Ciò avviene perché il massacro in corso è perfettamente coerente con gli interessi strategici dei grandi gruppi finanziari e industriali del mondo, USA in testa, i quali vogliono uscire dalla crisi anzitutto ribadendo e rifondando il loro dominio coloniale sui popoli e le loro ricchezze. PIOMBO FUSO, DUNQUE, SU CHI OSA RIBELLARSI A QUEST'ORDINE DI CUI ISRAELE È DA TANTI ANNI ORAMAI UN PERNO DECISIVO. L’esercito israeliano non solo attacca continuamente l’area più densamente popolata al mondo con bombe al fosforo, all’uranio impoverito e con altre micidiali armi sperimentali (in barba a tutte le Convenzioni internazionali), ma in particolar modo prende di mira edifici scolastici, università, moschee, sedi di associazioni assistenziali UNRWA, scuole dell’ONU, giornalisti, ospedali, ambulanze. Intere famiglie sfollate vengono raggruppate in edifici dall’esercito israeliano e poi bombardate, con decine di morti, come denunciato da osservatori dell’ONU. Gruppi numerosi di giovani palestinesi vengono bendati, legati e torturati dall’esercito israeliano e trasferiti in campi di detenzione stile “Guantanamo” alla periferia di Gaza. L’accusa è di essere “combattenti illegali” (definizione usata dal criminale Bush per i detenuti di Guantanamo), quindi non soggetti a nessuna Convenzione Internazionale per prigionieri di guerra. Il fiume di sangue che scorre a Gaza non è altro che la continuazione del progetto sionista di pulizia etnica contro il popolo palestinese per la realizzazione di uno stato di pura razza ebraica iniziato con le bande terroristiche sioniste (Stern, Hagana, Lehe ecc.) degli ebrei europei arrivati in Palestina ancora sotto mandato britannico (aiutati dal governo imperialista inglese ancora prima della nascita dello stato di Israele), e oggi in via di realizzazione dai criminali di turno (Sharon, Olmert, Peres, Barack, Livni). Ciò è reso possibile dall’appoggio non solo dello storico alleato USA, ma anche dei paesi europei, Italia compresa che, con il pretesto e il ricatto del “senso di colpa” per lo sterminio di ebrei da parte del nazismo, coprono i loro legami economici e militari con lo stato sionista, rendendosi COMPLICI del GENOCIDIO del popolo Palestinese. Perciò non ci meraviglia il black out informativo imposto dalla maggioranza dei mezzi di informazione in occidente, soprattutto a causa di una fitta rete di infiltrati, simpatizzanti dei sionisti, celati da un mantello pacifista, che usano il loro potere per raccontare le menzogne israeliane, prendere le loro difese, dare giustificazione per le loro orrende azioni. NON FACCIAMOCI INGANNARE! USIAMO IL NOSTRO SENSO CRITICO! In questo modo saranno smascherati coloro che ingannevolmente dichiarano di appoggiare la causa palestinese. I mezzi di informazione sostengono che Hamas non rispetta la tregua. I FATTI DIMOSTRANO che Israele ha sempre violato la tregua mietendo continuamente vittime fra la popolazione civile. Sono la chiusura dei valichi della striscia di Gaza e la sua trasformazione in un campo di concentramento per un milione e mezzo di abitanti ridotti alla fame senza acqua, elettricità, medicinali, carburante, che hanno portato al fallimento della tregua. Resta comunque il fatto INDISCUSSO che Israele è un paese OCCUPANTE dei territori Palestinesi. Da più di 40 anni opprime, umilia e distrugge la vita dei palestinesi facendosi beffa di tutte le risoluzioni ONU, soprattutto quelle che impongono il ritiro totale dai territori di Cisgiordania e Gaza (risol. N. 224 – 338) e quelle che sanciscono il diritto ai profughi palestinesi di ritornare alle loro case e alle loro terre da cui sono stati cacciati nel 1948 (risol. N. 149). Ramallah, 12 gennaio 2009 Venti giorni di bombardamenti continui nella Striscia di Gaza, centinaia di morti e migliaia di feriti, la maggior parte dei quali sono bambini e donne indifesi. La sofferenza della popolazione sembra non avere fine. La maggior parte degli sfollati, dalle aree di confine verso le città, sono contadini e famiglie rurali. Costituiscono il 25% delle famiglie nella Striscia di Gaza e vivono nelle zone rurali lungo i bordi con Israele; tutte le aree rurali sono state al centro dell'attuale aggressione israeliana, e dipendono totalmente dagli aiuti di emergenza. Lungo il confine nord della Striscia 5 km di terra agricola sono sotto controllo militare, mentre sul lato est sono 3 i km di terra controllata; questo lascia la terra, già marginalizzata, ulteriormente isolata e inabitata. Di seguito alcuni primi fatti sulla situazione del settore agricolo e delle famiglie contadine della Striscia: − l'area totale di Gaza è di 35.600 ettari, di cui 17.500 sono terra agricola. 5.000 sono stati distrutti dall'esercito israeliano prima dell'attuale aggressione. Oltre il 70% dei rimanenti 12.500 ettari di terreni coltivati sono ora completamente isolati. − la maggior parte dei progetti zootecnici sono in aree rurali; essi sono ora distrutti dai carri armati o isolati, e comunque gli animali non possono essere accuditi dal 27 dicembre scorso. La distruzione degli allevamenti di pollame ha lasciato la Striscia senza forniture di uova e carne di pollo. La situazione potrà essere ulteriormente valutata solo dopo il cessate il fuoco. − l'80% dei prodotti agricoli di questa stagione sono stati distrutti; questo ha lasciato la popolazione senza le forniture minime di frutta e verdura fresche e ha alzato i costi sul mercato, per le famiglie che ancora hanno accesso al mercato. È da notare che, senza accesso ai cibi freschi, la situazione di malnutrizione della popolazione (già grave prima dell'aggressione) sarà ulteriormente aggravata. − tutte le reti idriche e di irrigazione sono state distrutte o non funzionano a causa della mancanza di elettricità. − le strade di servizio all'agricoltura e le serre sono state distrutte, soprattutto nelle zone rurali di Rafah, Khan Yunis e lungo il bordo est. Nella zona di Beit Lahia, per esempio, sono stati distrutti centinaia di ettari di orti. − decine di pozzi per uso domestico ed agricolo sono stati distrutti, oppure le loro pompe elettriche sono state messe fuori uso. − la potabilizzazione dell'acqua non sta funzionando per i tagli all'elettricità, e il pericolo di malattie legate all'uso di acqua non pulita è grave. C'è il pericolo che il bacino di contenimento delle acque nere di Beit Lahia esondi, e questo causerebbe danni enormi e un disastro sanitario. − i progetti di agricoltura domestica realizzati da Parc si stanno rivelando molto importanti per permettere alle famiglie di avere accesso ad un minimo di cibi freschi, uova e carne. − a causa del blackout elettrico e del freddo, le famiglie sono costrette a tagliare gli alberi nei propri giardini o lungo le strade per riscaldarsi, il che peggiorerà ulteriormente la situazione ambientale della Striscia. Le stime dicono che l'80% delle terre agricole sono distrutte, oltre alla devastazione delle infrastrutture del settore agricolo. Questo riduce anche le possibilità di ricominciare le attività agricole, con perdite economiche di circa un milione di dollari al giorno. flower of filastinvisto che nuovamente si aprla di palestina e coloni vi consiglio una canzone che fa molto riflettere su coem porsi dinanzia a situazioni come quelle isdaelo -palestinese..
Sto cercando di trovare le parole, ho bisogno di parole Parole convincenti, parole penetranti, che ti fanno un buco in testa e che poi lasciano frammenti in ogni dove schizzi di miseria chiazze di paura brandelli di sogni e resti di cultura, parole come raffiche di mitra in un mercato o come missili sparati al terzo piano di un palazzo, che facciano male cazzo, parole tanto forti da zittire tutto il mondo occidentale, solo per un attimo, soltanto per provare ad ascoltare, l’impotenza, il rancore… parole a fare male, picchiate sulla faccia come calci di fucile e pugni e sputi e schiaffi, parole… parole a ricordare, per non dimenticare che lo stato d’Israele si è insediato in Palestina con la guerra, trentacinche anni fa’, e che nun se ne vonno ‘i, e la grande israel già se chiamma Filastin, e duecentomila ‘e lloro nun tenevano ‘o diritto ‘e s’insedià, ma quale equidistanza qui parole partigiane a fare agguati a carri armati che rincorrono ambulanze parole per cercare di fermare la mattanza coscienti che farebbero più effetto un po’ di missili anticarro e che in sostanza parliamo per parlare mentre in Filastin si lotta e muore coltivando la speranza di veder nascere un fiore… FILASTIN FILASTIN FILASTIN FILASTIN I WILL CARRY MY BUCKET OF WATER FOR THE FLOWERS OF FILASTIN FILASTIN FILASTIN FILASTIN FILASTIN I WILL CARRY MY BUCKET OF WATER FOR THE FLOWERS OF FILASTIN Tre quatt’ migliara ‘e civili innocenti e sotto a mille creature Massacrati senza ragione ‘a gli israeliani int’ e’ territorje Hanno abbattuto seiciento palazzi e deportato ruimila persone In 15 anni ‘e chella ca loro ‘a chiammano ‘a guerra contro o’ terrore E o’ lato allà se chiamma Intifada e sta per rivolta rà popolazione Contro o’ terrorismo ‘e Israele, contro e’ surdate, contro ‘e colonie Che a chù ‘e trent’anni umiliano a’ gente impedendo la libera circolazione Aroppo che l’hanno arrubbato ‘a terra, ‘ a voglia ‘e campà,’o lavoro e l’ammore e allora A’ Paura d’Israele nuje forse nunn’a capimmo, ma poiché nun simmo sciemi ‘a contestualizzammo e nà cosa ‘a capimmo, capimmo ca n’ommo trattato trent’anni comm’ a n’animale addiventa nà bestia affamata, impaurita e pertanto feroce e chiena ‘e cazzimma, è normale, è naturale… E chiù ‘a bestia è feroce, chiù ‘a bestia è o’ padrone ‘ a bestia chiù bestia è sempre ‘o padrone ‘ a bestia è l’impero ca se fa dottrina a morte la bestia… viva Palestina FILASTIN FILASTIN FILASTIN FILASTIN I WILL CARRY MY BUCKET OF WATER FOR THE FLOWERS OF FILASTIN FILASTIN FILASTIN FILASTIN FILASTIN I WILL CARRY MY BUCKET OF WATER FOR THE FLOWERS OF FILASTIN For over 50 years, blood, sweat and tears, but the struggle for freedom continues, our pride never shall disappear, the People will never give in, land and freedom for Filastin cause we know we have the will to keep on existing, keep on surviving Laken ha hia arty huna Yajibu an auda, ila arty, ila Filastin Aud min ajli hauiaty mithla jady, qabla an yatrukù Filastin Audu hurru kay aktaru, an akuna usfuran au akuna shajarah(tun) Kamà raghiba jady (Ma eccola là, la mia terra, voglio ritornare nella mia terra, in Palestina. Tornare per una identità, come mio nonno, prima di lasciare la Palestina. Tornare, libera di scegliere se essere un uccello, come sempre avrei voluto, oppure un albero, come il nonno aveva sempre desiderato.) Mona Zaarour, 12 anni, campo profughi di Chatila. FILASTIN FILASTIN FILASTIN FILASTIN I WILL CARRY MY BUCKET OF WATER FOR THE FLOWERS OF FILASTIN FILASTIN FILASTIN FILASTIN FILASTIN I WILL CARRY MY BUCKET OF WATER FOR THE FLOWERS OF FILASTIN January 16 8 giorni di lotta x la casaParaguay: violenta repressione della polizia al movimento dei senza casa.Articolo apparso su Ya Basta il 7 dicembre 2008.
Già cinque “sintechos” crocefissi per protesta.
costruzione di case popolari che doveva avvenire entro il 2008, a fronte di un impegno di 48 mila milioni di guaranì (circa 8 milioni di euro) che il Senato aveva approvato nel bilancio statale destinandolo allo scopo e che rischiano di essere incamerati dallo stato se non spesi entro l’anno. Alle proteste alle quali hanno partecipato migliaia di persone e che hanno bloccato le strade della capitale, la polizia ha risposto con le armi lasciando un morto, due feriti gravi, fra cui uno degli organizzatori ferito da un proiettile al collo e altri di minore entità. Ora la protesta si svolge nel centro di Asunción, davanti alla sede della Secretaría de Acción Social (SAS), incaricata all’esecuzione del programma, con la richiesta della destituzione dell’Amministratore dell’Ente Pablino Cáceres, accusato di incapacità per non aver a tutt’oggi concretizzato l’acquisto delle terre per la costruzione delle case popolari e per creare discriminazioni fra le varie associazioni che chiedono le assegnazioni escludendone una parte. Da venerdì due donne hanno iniziato un’azione di protesta clamorosa, facendosi crocifiggere davanti all’Istituto; la loro iniziativa è stata seguita da altri e oggi sono già cinque i “Sintechos” crocifissi per protesta, mentre altri si sono incatenati alle inferiate dell’Istituto iniziando uno sciopero della fame che intendono protrarre, al momento, fino al 25 di dicembre. Per oggi hanno annunciato altre ter crocifissioni.
evoluzione political'evoluzione politica e sociale è molto semplice quanto complessa..
saro il piu sintetico possibile 1 perche sono stanco e nn ho voglia di scrivere 2 perche altriemnti se nn parto con questo obbiettivo finisce che riscrivo la bibbia.. s ripercorriamo a ritroso al storia politica dell'uomo vediamo come ci siamo evoluti "" da sistemi monarchici-assolutisti-imperiali a graduali re distribuzioni di potere le prime civiltà veneravano l'uomo-dio poi siamo passati alla monarchia ed imperi ogni passaggio implica l'allargarsi della base di chi detiene il potere con l'impero l'esigenza di un organizzazione capillare porto un fenomeno nuovo la nascita degli intermediari (vassalli valvassini e valvassori ..) da qui la prima rovoluziono nn piu un singolo comanda ma nascono i congili dei cavalieri, la tavola rotonda qui clero e aristocratici si prendono la loro fetta (conquista del potere) poi 2 grande rivoluzione la borghesia nascente prende coscienza dle suo peso economico e quindi politico e fa una rivoluzione per rivendicare i propri diritti (rivoluzione francese) da qui in poi la piccola borghesia e i ceti minori cmq istruiti hanno sempr epiu spesso riposrtato inprimo piano istanze e lotte dalla rivoluzione francese in poi molte sono stati le lotte gli scioperio el contetsazioni popolari guidate o mono per rivendiacare diritti ora per quanto semplicistica questa fotografia sociopolitica dimostra come sia inevitabile il continuo divenire politico (sullla carta) chi sogna e crede nel comunismo e nell'anarchia n fa altro che aver voglia di qualcosa che naturalmente accadra..se e vero che dai lontani imperi ad oggi la partecipazione politico economica e sociale e crescita e vero anche che cio e avvenuto solo grazie a lotte e conquiste con prezzi molto alti.. nn è un evoluzione scontata ma una conquista possibile ecco eprche credo che oggi piu che mai sia importante camminare verso l'orizzonte e credere nell'utopia. January 09 risposta ai figli di provenzano RISPOSTA
....in sicilia si dice "l'erba tinta nun mori mai", cioè chi è cattivo lo sarà per sempre....Ma la speranza è l'ultima a morire. Di seguito una lettera di Giovanni Impastato, fratello di Peppino, in risposta ai figli di Provenzano. Articolo tratto da repubblica.it.Lettera aperta ai figli di ProvenzanoIl fratello di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nel 1978, risponde ai figli di Provenzano dopo la lettera pubblicata dal nostro giornale
di Giovanni Impastato
"In risposta all’intervista rilasciata da Angelo Provenzano al giornalista di 'La Repubblica' Francesco Viviano voglio riferire alcune mie considerazioni. Credo di essere una delle persone ad avere più di altre la responsabilità e il diritto di intervenire, visto quanto ho vissuto e viste le vicende che hanno caratterizzato l’esistenza mia, di mio fratello Peppino e di mia madre Felicia.
Non è affatto questo il percorso più adatto per risolvere le contraddizioni che riguardano la propria vita quando è partorita da un ambiente mafioso, per distanziarsi da quest’ultimo e chiudere definitivamente i conti con esso. Quanto affermato da Angelo costituisce quasi una continuità con un certo modo tipico di pensare, che ribalta i ruoli, cela la verità e finisce per rendere ancor più complicato combattere una battaglia di giustizia nel nostro paese. Non è vero. Non è vero che Provenzano è stato ed è tuttora l’a gnello sacrificale utilizzato da uno Stato tiranno per coprire le sue malefatte. Non si possono negare le sue enormi responsabilità, la sua direzione dei lavori nella costruzione di un progetto criminale che ha causato ingenti danni economici, ha bloccato lo sviluppo di tutto il territorio siciliano, e, soprattutto, ha lasciato a terra centinaia di vittime. Certo non bisogna dimenticare le connivenze, il ruolo svolto da uomini delle istituzioni e da funzionari dei vari settori che hanno contribuito allo sfascio. Né si può negare l’esistenza di legami tra alcuni settori della vita politica, del governo e dei servizi segreti con ambienti della criminalità organizzata. Che sia chiaro, però, che Provenzano non è stato strumentalizzato da questo sistema, ma è stato un suo complice, anzi, uno dei suoi animatori, ed è per questo che è stato ricompensato con le protezioni che gli hanno garantito una tranquilla latitanza durata quasi mezzo secolo. È facile riferirsi nei propri discorsi ad entità astratte, quasi incorporee, a concetti genericamente intesi come “lo stato” e “la mafia”. In entrambi i casi parliamo di organizzazioni composte da uomini, a volte corrotti nel primo caso, ma spesso onesti, ligi al dovere, disposti al sacrificio…uomini come Falcone e Borsellino; nel secondo caso solo criminali. E la mafia…sappiamo bene oggi che cosa sia la mafia, come sia strutturata, come al centro converga il potere criminale, attorno al quale si sviluppa un sistema di rapporti con il mondo dell’economia e della politica, tramite gli appartenenti alla cosiddetta borghesia mafiosa, come afferma Umberto Santino. Provenzano non appartiene a quest’ultimo settore, non è stato autore di reati finanziari o simili: è stato un assassino, un mandate di un numero imprecisato di omicidi, è stato capo assoluto di Cosa Nostra per decenni e come tale va considerato e giudicato, non solo nelle aule dei tribunali. Che il fenomeno mafioso sia sopravvissuto alla sua cattura dimostra solo come abbia fatto bene il suo lavoro. Come lo dimostra la diffusione che oggi ha la cultura mafiosa, che non è un atteggiamento mentale connaturato all’essere siciliani, ma è un modo di agire, di intendere i rapporti sociali e la fornitura di servizi, come la necessità dei propri diritti, che è stato diffuso, che si è propagato proprio a partire da Cosa Nostra, da quell’a pparato ingigantito e rafforzato dalle strategie dei più noti boss e, soprattutto, dalla reggenza dello stesso Provenzano. La cultura mafiosa, del resto, pare quasi contaminare le parole dello stesso Angelo, come il comportamento dei suoi familiari. Per liberarsene non bisognerebbe rinnegare il padre, negare a lui il legame d’a ffetto, ma rompere con il suo ruolo e condannare con decisione le sue azioni criminali. Qualche tempo fa, in occasione della cattura del padre, scrissi ad Angelo e a suo fratello Francesco una lettera aperta, chiedendo loro di percorrere questa strada, di divenire parte della società onesta, di compiere una rottura netta, così come abbiamo fatto io e mia madre Felicia seguendo l’esempio di mio fratello Peppino, che più di tutti ha pagato per il suo coraggio e la sua voglia di sottrarsi ai condizionamenti mafiosi, e, nonostante tutto, ha conquistato la sua libertà e ha regalato a noi la nostra. Noi non abbiamo mai negato che la nostra famiglia aveva origini mafiose, che mio padre era un’appartenete a Cosa Nostra, così come alcuni suoi fratelli, e che mio zio Cesare Manzella è stato capomafia fino al 1963, ma abbiamo rotto con quanto era da loro rappresentato. Non è questione di pagare per le scelte del padre, ma di fare la scelta, quella decisiva. E se non vorranno farla, Angelo e Francesco, seguendo la loro cultura, si ricordino che non sono loro le vittime dello Stato, i perseguitati, ma siamo noi cittadini onesti ad essere stati e ad essere tuttora vittime di quel sistema politico-mafioso le cui basi hanno gettato proprio Provenzano e gli altri come lui". (01 dicembre 2008) January 07 basta massacri !!!Oggetto: BASTA MASSACRI, BASTA CON L’ASSEDIO, BASTA OCCUPAZIONE Quello che sta avvenendo a Gaza non è più nemmeno una guerra: è solamente un massacro. L’artiglieria israeliana continua l’opera di distruzione cominciata con i bombardamenti aerei. Se l’obiettivo politico-militare è quello di dare un colpo definitivo alla resistenza palestinese cancellando ogni possibile dirigenza politica nella Striscia di Gaza per molti anni, gli obiettivi diretti sono molti: case, scuole, ospedali, moschee, mercati…. Ancora una volta le lacrime di coccodrillo dei vari liberal, in Israele e in Occidente, piangono gli “effetti collaterali” di una guerra “necessaria perché difensiva”. E chiedono a Israele “moderazione”, esprimendo comprensione perché subisce continui attacchi missilistici. E sanno di mentire. Non ci piacciono i missili, per quanto rudimentali, sui cittadini israeliani. Ma sappiamo che sono solo l’ultimo pretesto di un’occupazione che ha come obiettivo impedire la nascita di una Palestina indipendente e sovrana (o, peggio ancora per i sionisti al governo, di uno stato democratico bi-nazionale) . I nostri liberal dimenticano, perché complici, che Israele ha violato per primo la tregua il 4 novembre scorso; che Israele da due anni ha posto la Striscia di Gaza sotto un assedio criminale; che Israele ha come obiettivo politico quello dell’eliminazione di ogni organizzazione palestinese indipendente fin dal 1948; che Israele continua l’occupazione dei territori palestinesi e aumenta la costruzione delle sue colonie illegali… E dimenticano che Israele può farlo perché Stati Uniti e paesi europei – Italia in prima linea – permettono che lo faccia; perché collaborano alla buona riuscita dell’assedio di Gaza e dell’occupazione (finanziando il Muro e i Check Point); perché aiutano Israele con le loro armi e gli accordi militari. E l'Italia interviene attivamente a fianco di Israele anche con la missione Unifil che oggi dimostra la vera natura che denunciammo allora di fronte agli entusiasmi della sinistra di governo I nostri governi non sono silenziosi: sono complici della guerra di Israele. In questi giorni molte sono state le manifestazioni contro la guerra, dalla Palestina al mondo arabo, da Tel Aviv alle città italiane. In queste ultime migliaia sono stati i giovani arabi, islamici e non, a partecipare, a dimostrare la loro rabbia per una guerra che ancora una volta colpisce i loro fratelli e sorelle, come in Iraq o in Libano prima. E questa rabbia è diventata nei racconti giornalistici “fondamentalismo” per la determinazione e per le preghiere che spesso hanno accompagnato le manifestazioni; è diventato “antisemitismo” per le bandiere con la Stella di Davide bruciate. Purtroppo quel simbolo è lo stesso che vedono sui carri armati e gli aerei che uccidono in Palestina: questo dovrebbe essere lo scandalo. Noi, convinti che in Palestina sia in corso un conflitto politico e non uno “scontro di civiltà”, siamo con quei giovani e manifesteremo ancora insieme a loro. Crediamo sia urgente arrivare nel più breve tempo possibile a una manifestazione nazionale ampia e unitaria che raccolga tutti i democratici, chi in questi anni ha dato vita al grande movimento contro la guerra e tutti quelli che chiedono, con le stesse parole d’ordine dei pacifisti di Tel Aviv, israeliani e palestinesi: BASTA MASSACRI, BASTA CON L’ASSEDIO, BASTA OCCUPAZIONE Sinistra critica movimento per la sinistra anticapitalista |
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