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    February 03

    militarizzare e proibire..ecco come si controlla la società!

    A tutta quell’altra Padova che non crede nei muri, nel proibizionismo come risoluzione delle problematiche sociali.
    A tutti coloro che per l’ennesima volta vedono sfidata la propria libertà personale da ordinanze del sindaco Zanonato mirate a paventare una finta sicurezza fomentatrice in realtà di paura e controllo sociale.
    A tutti coloro che sono stanchi di vivere in una città nota sul piano nazionale unicamente per le politiche securitarie che produce e sperimenta.
    A tutti voi è rivolto questo appello.
    Negli ultimi giorni abbiamo assistito all’ultima manovra di chiaro stampo propagandistico da parte del sindaco Zanonato mirata a multare spacciatori, consumatori, acquirenti di sostanze stupefacenti con una sanzione di 500 euro, oltre alle già pessime leggi in vigore.
    Questo è troppo!
    Il problema che ci preme suscitare non è legato agli spacciatori o ai consumatori di sostanze, quanto ad un concetto generale: la continua sottrazione di libertà di cui siamo vittime in questa città e il reiterato tentativo di negazione per tutte quelle passioni vive che animano i nostri corpi e fanno vivere i nostri territori.
    La vera droga deleteria per il corpo di questa città sono le ordinanze del suo sindaco, unico vero veleno delle arterie e del sangue di Padova. Quel sangue, fonte di vita, siamo noi! Quest’ultima manovra è chiaramente mirata alla campagna elettorale che il sindaco sta aprendo in vista delle prossime elezioni amministrative. Una campagna elettorale che, come tutte le mosse di questa giunta, pagheremo unicamente noi cittadini, sulla nostra pelle in linea con quella che è stata la politica istituzionale di questa città negli ultimi anni.
    Per l’ennesima volta Padova diventa protagonista di politiche bieche e miopi, che sempre più suscitano nei suoi cittadini un immaginario degno del celebre libro di Orwell: muri, telecamere, militari, polizia, polizia cinofila, coprifuochi, multe e sgomberi.
    Non è infatti la prima volta che ci troviamo d’innanzi a politiche scellerate da parte di questa amministrazione; viceversa questi cinque anni sono stati un susseguirsi di ordinanze di stampo proibizionistico e securitario.
    L’abbiamo visto con la costruzione del muro di via Anelli, primo grande baluardo del nostro sindaco/sceriffo, per poi passare alla multe ai clienti delle prostitute, fino ad arrivare al coprifuoco per i bar del centro per finire con le ultime manovre: l’introduzione dei militari nelle strade della nostra città, l’installazione di centinaia di telecamere a vigilare ogni angolo della nostra vita sociale e privata e la multa “antispaccio” accompagnata dal dispiegamento di decine di unità cinofile.
    Tutte ordinanze e atti mirati alla garanzia di quel labile principio di sicurezza che viene esibito ogni qualvolta qualcuno tenti di opporsi a queste logiche, ma che hanno ripetutamente dimostrato la loro totale inefficienza rispetto al problema che si ponevano di risolvere. Al contrario allargandolo e diffondendolo. Scavando, neanche troppo in profondità, dietro questo principio della sicurezza, si fa sempre più luce la reale opera che questa amministrazione a messo in campo in città: la politica della paura, del controllo. Questa sottile linea parallela che corre vicino alla facciata delle politiche per la sicurezza, ci parla di una sempre più evidente intenzione di sopprimere ogni forma di dissenso, di ribellione, di ricerca di libertà.
    Le politiche che ci troviamo ad affrontare non divengono altro se non il palese tentativo di reprimere ogni forma di insubordinazione al comandante, coperta e garantita dalla paura che viene suscitata nel resto dell’equipaggio. Una paura che deve essere affrontata immediatamente, prima che muti in abitudine, prima che diventi rassegnata accettazione.
    Il finale di “1984” non c’è mai piaciuto, vogliamo e possiamo riscriverlo tutti insieme, tutti quei cittadini che a questa Padova non ci stanno, tutti quei cittadini che credono nell’altra Padova, tutti quei cittadini che credono che le paure non vanno interiorizzate, ma affrontate.
    È per questo che in occasione dell’approvazione di una simile ordinanza (o di qualche suo surrogato) invitiamo tutti i cittadini dell’altra Padova ad una “spinellata di massa” in piazza sotto le finestre del Comune.
    Per un’iniziativa che profumerà di libertà.
    Non bisogna avere paura per essere liberi! Cittadini/e e non sudditi dell’altra Padova
     
    risp:
     
    per me è una grande stronzata. Da che mondo è mondo sappiamo che farsi un porro è illegale.Non sarà certo un'ordinanza a sconvolgere le cose.
    Svegliamoci un pò fuori,altro che canne! Ok, una puttanata è stata l'erezione del muro in via Anelli (abbiamo visto le "proficue" conseguenze che ha portato).
    Scendiamo in piazza contro l'esercito. Piazziamo un cazzo di furgone con tanta musica militante e iniziamo un corteo anti-militare. Non mascheriamo il tutto per una cazzo di spinellata. Siamo più cattivi.
    Basta porri. Facciamo sto corteo contro l'esercito>> quella è una mossa da sceriffi. Andiamo,con dati alla mano,sotto il comune a ribadire che le guardie non hanno risolto un cazzo di problema; basta leggere il "Gazzettino" di oggi,in cui viene evidenziata la notizia che Padova è la città meno sicura di tutto il veneto.
    Io non ci sarò mercoledì. I giornali riporteranno la notizia nel più prevedibile dei modi. "Giovani spinellomani a difendere la canna".
    Vogliamo dimostrare che solo quando toccano il porro si organizza un corteo?
    Figura da coglioni.
    Nessuno ha alzato un dito da quando hanno introdotto le camionette.
    Iniziamo a farlo. L'ordinanza sugli spinelli è la questione più lieve. 

    un amica risponde così all'appello lanciato ieri dal cso pedro attraverso la mail sopra citata..
    io vorrei fare solo una breve riflessione, anzi 2
    la prima e che è vero come scrive quetsa amica nella risposta all'appello che la questione spinelli è forsel al piu lieve e blanda della politica merdosa che ha segnato la giunta zanonato ed è vero che spesso siamo mancati inoccasioni ben piu granvi pero teniamo conto di quel che c'è scrtitto nell'appello e leggiamolo nella sua ottica
    primo ribadiscono come questa ordinanza sia solo l'ennessima goccia di una politica sicuritaria e antiproibizionista che certo nn è una cosa da poco perche teniamo conto he nel tema antiproibizionismo come ho scritto sullamia precedente nota c'è speculazione , narco mafie e una politica del controllo sociale
    2 ci siamo stati contro il muro di via anelli e le telecamere anche con azioni simboliche come l'oscuramento di alcune nella zona del centro..
    3 la spinellata e una forma di provocazione perche dialogare conle istituzioni e impossibile e allora adesso arrestatecci tutti, come scrivono i ragazzi nel mezzogiorno alle manifestazioni contro le mafie..
    siamo a un punto di nn ritorno e i giornali? quelli scrivono sempre e cq merda verso chi nn ubbidisce e protesta e poi conla questione spriz ci han giq etichettati come fancazzisti e coglioni pero quando c'è stata l'onda la gente ci ha seguiti eppure noi siamo semrpe gli stessi..perche^?
    dobbiamo smettere di preoccuparci dell aquestione mediatica tanto son tutti sporchi ventuti al patronato e come dici tu ricominciare a lottare.
    February 02

    vaffanculo in tutte le lingue del mondo

    Nel nostro partito politico manteniamo le promesse.

    Solo gli imbecilli possono credere che

    non lotteremo contro la corruzione.

    Perché se c'è qualcosa di sicuro per noi è che

    l'onestà e la trasparenza sono fondamentali

    per raggiungere i nostri ideali.

    Dimostreremo che è una grande stupidità credere che

    la mafia continuerà a far parte del nostro governo come in passato

    Assicuriamo senza dubbio che

    la giustizia sociale sarà il fine principale del nostro mandato.

    Nonostante questo, c'è gente stupida che ancora pensa che

    si possa continuare a governare con i trucchi della vecchia politica.

    Quando assumeremo il potere, faremo il possibile affinché

    finiscano le situazioni di privilegio.

    Non permetteremo in nessun modo che

    i nostri bambini muoiano di fame.

    Compiremo i nostri propositi nonostante

    le risorse economiche siano esaurite.

    Eserciteremo il potere fino a che

    Si capisca da ora che

    Siamo il partito di FORZA ITALIA, la nuova politica


    ORA PROVATE A RILEGGERE PARTENDO DAL BASSO

     
    January 31

    lo stesso che votò x il proibizionismo fu poi beccato x consumo di coca..

    dopo le leggi proibizioniste di fini e giovanardi

    le iene hanno fatto un'inchiesta con un video censurato nel quale dimostrano come il consumo di sostanze stupefacenti in parlamento n solo è molto alto ma in piu ci sono stati alcuni personaggi

    come il caro miccichè che è stato pizzicato dai carabinieri

    questo personaggio è viceministro dell'economia e incaricato dello sviluppo economico del mezzogiorno, forse perche siccome consuma coca han pensato bene che cconosce bene l'ambiente...

     

    e mentre gli sbirri mi fottono perchè ho un grammo di erba da fumare con gli amici i parlamentari di merda si permettono di parlare di proibizionismo e fanno della retorica del cazzo sulle sostanze stupefacenti epoi sonoi primi a consumare la cocoina..

    insomma è faciloe fare i froci con il culo degli altri!!

    I carabinieri ricostruiscono la vicenda di Alessandro Martello
    "Nelle intercettazioni telefoniche si parla del viceministro"
    Droga al ministero, i verbali
    "Cocaina consegnata a Miccichè"
    Ma l'accusato si difende: "C'è qualche deviato nella polizia"

    ROMA - Poche righe scritte con lo stile burocratico delle carte giudiziarie per dire che la persona alla quale Alessandro Martello aveva consegnato la cocaina al ministero delle Finanze dovrebbe essere il viceministro Gianfranco Miccichè. Lo testimoniano anche le intercettazioni telefoniche. I carabinieri non hanno dubbi: quel giorno nel palazzo di via XX settembre il collaboratore nella campagna elettorale siciliana di Forza Italia, il "conoscente" (come lo ha sempre e solo definito Miccichè), l'uomo che entrava e usciva senza che nessuno lo fermasse stava portando droga al viceministro.

    Ecco le parole dell'informativa consegnata alla procura della Repubblica di Roma: "Circa l'individuazione della persona alla quale Alessandro Martello ha consegnato la cocaina, l'attività informativa posta in essere ha permesso di ipotizzare che questi possa identificarsi verosimilmente in Gianfranco Miccichè, nato il primo aprile del 1954, sottosegretario di Stato all'Economia e finanze. Comunque anche questa volta la consegna è avvenuta all'interno di un edificio e quindi si è stati impossibilitati ad assistere alla cessione".

     
    Un'ipotesi che secondo gli investigatori sarebbe suffragata da un'intercettazione di un colloquio telefonico tra Luca Antinori e Massimo Galletti, due delle persone arrestate, che "è intercorso subito dopo che quest'ultimo ha consegnato la droga, che Antinori ha poi portato direttamente a Martello". Nella conversazione riportata Antinori, facendo riferimento alla consegna fa un riferimento al "viceministro".

    Miccichè, in un'intervista al Tg2, si è difeso attaccando: "Sicuramente all'interno di qualche organo di polizia c'è qualche persona deviata che sta puntando a ottenere risultati diversi da quelli che il suo contratto d'onore con l'Arma gli aveva fatto prendere".

    Nella deposizione spontanea resa di fronte ai magistrati da Miccichè "non c'è stato assolutamente alcun riferimento" all'informativa, precisa lo stesso viceministro. "La procura, nell'ordinanza di custodia che aveva fatto per le persone implicate non aveva fatto praticamente riferimenti precisi proprio perché non li riteneva verosimili. Il comportamento della procura -osserva - mi sembra molto corretto".

    Eppure i verbali dei carabinieri raccontano un'altra storia: "La conferma dell'avvenuta vendita di un congruo quantitativo di cocaina (verosimilmente 20 grammi), con il successivo passaggio alla "personalità", si ha alle ore 22 e 27, dello stesso giorno quando Antinori cerca di contattare Martello che è però irreperibile". Antinori cerca Martello per avere notizie sulla riscossione dei soldi della vendita. Una ricerca spasmodica che è dimostrata anche dal messaggio che Luca Antinori lascia sulla segreteria telefonica di Martello: "Alessà hai superato i limiti. Te li porto a casa e lui te sfonna il c... a te e agli amici tua!!!" I carabinieri spiegano: "Antinori è evidentemente preoccupato del fatto che, a sua volta, dovrà procedere in tempi ristretti al pagamento della partita di cocaina verso i suoi fornitori, che non ammettono evidentemente ritardi".

    E in un altro messaggio, lasciato sempre sulla segreteria telefonica di Martello, sollecita: "Bisogna dare i soldi a quello che è incazzato!". Il giorno successivo, i carabinieri annotano: "Molto probabilmente il pagamento da parte di Martello, nelle mani di Antinori, è avvenuto il giorno dopo...in un bar sito in piazza Campo dè Fiori..."

    Nel corso di un'altra conversazione intercettata tra Antinori e Martello del 12 aprile si torna a parlare del "capo" del giovane palermitano. Miccichè ha sempre ribadito che non ci sono rapporti professionali tra lui e Martello. Quest'ultimo risponde: "Non lo so perché e partito, sta a Palermo (la città di Miccichè ndr), infatti i soldi li ho dovuti mettere io". I carabinieri commentano: "Si chiarisce, in tale dialogo, che la droga era destinata al 'capo' di Alessandro Martello. Si percepisce altresì che tale superiore in quei giorni si trova a Palermo e che il denaro è stato anticipato, per lui, dallo stesso Martello".

    E ancora: "Il fatto che il giorno 10 aprile 2002 Martello è stato visto entrare all'interno del ministero dell'Economia e delle Finanze senza essere in alcun modo fermato per l'identificazione da parte del personale di servizio preposto, fa dedurre che in quel luogo questi è conosciuto".

    (9 agosto 2002)
    January 30

    intercettazioni

    Per quanto riguarda il divieto di intercettazione,

    il disegno di legge del Consiglio dei Ministri le proibisce per lo stupro, il sequestro di persona, l'associazione a delinquere, l'estorsione, la ricettazione, la truffa, il furto, il furto in appartamento, la rapina, lo scippo, lo spaccio di droga al dettaglio, l'omicidio colposo e

    tutti i reati finanziari.

    I media e TUTTI i politici stanno linciando Genchi (l'uomo nero delle intercettazioni, il Grande Orecchio) per quale motivo? Per due motivi.
    Uno è proseguire la guerra a quelli che, a Catanzaro, hanno osato sollevare il coperchio sul pentolone del letame che ribolliva e a ricominciato a bollire da quando De Magistris è stato cacciato e da quando i magistrati di Salerno, che avevano riaperto quel coperchio, sono stati a loro volta cacciati. (Why not, Poseidone e Toghe lucane, tre inchieste in cui il magistrato inquisì uomini politici, imprenditori e magistrati accusandoli di essere mischiati con i poteri oscuri della mafia e della massoneria)
    Bisogna proseguire nello sterminio di massa iniziato con De Magistris, proseguito con la Forleo, con il capitano Zaccheo che lavorava con De Magistris, con il consulente Sagona che lavorava con De Magistris, con i colleghi di De Magistris come il dottor Bruni che hanno voluto fare sul serio nel prosieguo delle sue indagini e sono stati ostacolati dai loro capi.
    Nello sterminio di Carlo Vulpio (giornalista esperto dell'inchiesta Why Not) che non si occupa più di questo caso perché ci capiva troppo, nello sterminio di Gabriella Nuzzi, Dionigio Verasani e il loro procuratore Apicella che sono stati fucilati alla schiena da un plotone di esecuzione plurimo, che sparava tutto nella stessa direzione, formato dal CSM, dal suo capo – il Capo dello Stato – dall'Associazione Magistrati che adesso sta tentando dei penosi ripensamenti, delle penose lacrime di coccodrillo e da tutta la classe politica.
    Voglio in qualche modo – sono disperati, ormai – dimostrare che a Catanzaro De Magistris e suoi hanno fatto qualcosa che non andava, perché sono tre anni che stanno cercando un pelino nell'uovo per dimostrare che c'era qualche irregolarità non in quelle enormi ruberie di fondi pubblici che si stavano scoprendo, ma nelle indagini e nelle persone di chi stava indagando.
    Questa è la prima ragione per cui Genchi è nel mirino.
    La seconda e fondamentale ragione per cui è nel mirino in questo momento l'ha detta Berlusconi, che ormai non se ne accorge neanche più ma confessa!
    "Intercettazioni, vi dico quel che farò”: “Una legge che taglia tutto, Bossi è già d'accordo, gli altri verranno convinti dallo scandalo Genchi. Non ho paura per me ma per la privacy degli italiani”.
    Lo fa per noi, naturalmente.
    Gli altri verranno convinti dallo scandalo Genchi: naturalmente non c'è nessuno scandalo Genchi, l'unico scandalo sono le porcate che ha scoperto Genchi per conto del PM De Magistris.

    Riassunto da un articolo di Marco Travaglio
    VoglioScendere.it
    January 24

    ce solo Patagonia

    solo ora a un mese dalla partenza capisco tutto,si!

    non è mica facile, cosa credete?

    che uno si alzi la mattina e decida di partire per un qualche posto cosi?senza una ragione apparente?

    No no.. anche nel caso, come ilmio, dove le motivazioni apparivano tanto confuse quanto l'idea stessa di partire, si celavano nel fondo nitide -chiare e semplici.

    semplici cosa?

    ma le motivazioni no?!

    perchè la Patagonia e non la Spagna?

     

    credo che nella nostra vita nulla accada per caso ,

    ogni cosa ha il suo tempo, come ogni stagione i suoi frutti..

     

    fino a ieri della Patagonia sapevo solo essere uno dei luoghi più freddi, in argentina e cile, ma nulla di più.. però il mio io , per dirla alla Freud, sapeva bene perchè la Patagonia e non altri posti..

    l'argentina in generale e la patagonia in particolare per al loro caratteristiche geografiche sono posti inospitali e per questo rimasti in qualche modo puri..

    nei secoli sono state terre di salvezza per tanti che sentivano un bisogno innato di all’ontanarsi da ciò che c'era , dal conosciuto, dal gia visto.. dalle certezze!

     

    solo ieri scoprivo che queste terre sono state meta di arrivo di sfollati , folli , yippie & Co di tutta europa, ma non solo..

    sognatori, folli, pazzi con manie di potere videro nella Patagonia una nuova speranza x loro

    e gia nell'800 partivano in cerca di qualcosa..

    la domanda è cosa?, semplice ..

    la cosa più difficile da trovare, perchè ovunque non è..

    il nulla, l'eterno,l'io..

     

    da quanto tempo noi non siamo ?

    troppo..

    non è evasione, non voglio scappare da nulla, anzi, voglio trovare qualcosa, o meglio ritrovare qualcuno..

    evasione è la nostra quotidianità ,

    è il nostro istinto di sopravvivenza, che sfocia in mille forme e sfumature.. dall'indifferenza,

     alla tele, per poi degenerare in volontà di visibilità in una società di fantasmi..

    ecco all’ora urlare al mondo il nostro dolore, anzi , insofferenza attraverso scritte, riempiendo diari muri e corpi di segnali x dimostrare di esistere..

    avete mai notato come nei paesi del terzo mondo si vedono bambini scalzi che giocano a calcio con un pallone lacero e nonostante vivano dentro una baraccopoli, e di aiuti umanitari riescano magicamente a sorridere?

    Quanti di noi lo sanno ancora fare?

     

    Eppure nulla manca..o no?

     sbagliato!…

    manchiamo noi..

    siamo assenti, fantasmi,

     scivoliamo nelle giornate come la pioggia di Londra che accarezza le vetrine di qualche pub,

    dove dentro al riparo da quella serpe umida che si insinua ovunque qualcuno starà fumando una sigaretta cercando con lo sguardo qualcosa tra quelle gocce..

    cosa cerca?

    Nulla di più di ciò che non potrà mai più avere e trovare.. nemmeno se quella pioggia fosse eterna, e ricordatevi che siamo a Londra.

    Cosa per dio?

    Se stesso..

    Noi si che all’ora possiamo dire che stiamo sfuggendo, che quella è un evasione..

    ci siamo talmente persi in quelle gocce da non sapere nemmeno più dove andarci a cercare..

    Come può un viaggio essere un evasione?

    Non può e basta! È lapalissiano!

    Perchè se fai un viaggio per scappare da qualcosa o sei un autolesionista o un bugiardo;

     

    certamente come onda infrangerai forse su qualche spiaggia, ma di certo su qualche scoglio e se all’apparenza semplice roccia, inevitabilmente ti arricchirai di qualcosa, sarai ladro e porterai con te un frammento, e infine senza nemmeno accorgertene ti ritrovi te stesso li, seduto con te in quello sgabello prima vuoto, in quel pub un po’ terso per il fumo un pò per la piaggio che ancora continua a scivolare su quella vetrina disegnando infiniti percorsi che il tuo occhio ancora tenta di seguire, cadendo però nell’inevitabile.

    E all’ora quando la vetrina finisce rialzi per un attimo lo sguardo in cerca di un'altra goccia con la stessa speranza di farti accompagnare lentamente verso qualcosa..

    Ma le vetrine non sono rocce, non sono scogli, qui tutto si infrange  semplicemente e con la stessa semplicità scivola fino al tombino più vicino per poi perdersi in qualcosa di noto.

    Ecco perché bisogna partire, non evadere ma per andare alla ricerca, sempre.

    Ecco perchè Patagonia, non c’è terra che inconsapevolmente  ha mosso tanti io nel tempo e nello spazio

    Non c’è terra che è riuscita a far coincidere tante latitudini e speranze nella storia..

    Ce solo Patagonia..che..

     

     

     

    January 23

    gaza sanguina ancora..

    Basta con il massacro di donne e bambini!
    Per lo stato di Palestina libero e democratico!
    Tutto il nostro sostegno al popolo palestinese e alla sua legittima resistenza!

    Due anni di barbaro e illegale assedio condotto impunemente da Israele hanno stremato la popolazione palestinese di Gaza e sono sfociati in orrendi massacri di centinaia di civili con lo scopo di provocare più vittime possibili (soprattutto donne e bambini, futuri procreatori). Tutto ciò sotto gli occhi dei governi cosiddetti democratici che considerano ancora le azioni di Israele “un legittimo atto di autodifesa”, come lo stesso stato sionista è solito mascherare.

    Ciò avviene perché il massacro in corso è perfettamente coerente con gli interessi strategici dei grandi gruppi finanziari e industriali del mondo, USA in testa, i quali vogliono uscire dalla crisi anzitutto ribadendo e rifondando il loro dominio coloniale sui popoli e le loro ricchezze.

    PIOMBO FUSO, DUNQUE, SU CHI OSA RIBELLARSI A QUEST'ORDINE DI CUI ISRAELE È DA TANTI ANNI ORAMAI UN PERNO DECISIVO.

    L’esercito israeliano non solo attacca continuamente l’area più densamente popolata al mondo con bombe al fosforo, all’uranio impoverito e con altre micidiali armi sperimentali (in barba a tutte le Convenzioni internazionali), ma in particolar modo prende di mira edifici scolastici, università, moschee, sedi di associazioni assistenziali UNRWA, scuole dell’ONU, giornalisti, ospedali, ambulanze.

    Intere famiglie sfollate vengono raggruppate in edifici dall’esercito israeliano e poi bombardate, con decine di morti, come denunciato da osservatori dell’ONU.

    Gruppi numerosi di giovani palestinesi vengono bendati, legati e torturati dall’esercito israeliano e trasferiti in campi di detenzione stile “Guantanamo” alla periferia di Gaza. L’accusa è di essere “combattenti illegali” (definizione usata dal criminale Bush per i detenuti di Guantanamo), quindi non soggetti a nessuna Convenzione Internazionale per prigionieri di guerra.

    Il fiume di sangue che scorre a Gaza non è altro che la continuazione del progetto sionista di pulizia etnica contro il popolo palestinese per la realizzazione di uno stato di pura razza ebraica iniziato con le bande terroristiche sioniste (Stern, Hagana, Lehe ecc.) degli ebrei europei
    arrivati in Palestina ancora sotto mandato britannico (aiutati dal governo imperialista inglese ancora prima della nascita dello stato di Israele), e oggi in via di realizzazione dai criminali di turno (Sharon, Olmert, Peres, Barack, Livni). Ciò è reso possibile dall’appoggio non solo dello storico alleato USA, ma anche dei paesi europei, Italia compresa che, con il pretesto e il ricatto del “senso di colpa” per lo sterminio di ebrei da parte del nazismo, coprono i loro legami economici e militari con lo stato sionista, rendendosi COMPLICI del GENOCIDIO del popolo Palestinese.

    Perciò non ci meraviglia il black out informativo imposto dalla maggioranza dei mezzi di informazione in occidente, soprattutto a causa di una fitta rete di infiltrati, simpatizzanti dei sionisti, celati da un mantello pacifista, che usano il loro potere per raccontare le menzogne israeliane, prendere le loro difese, dare giustificazione per le loro orrende azioni. NON FACCIAMOCI INGANNARE! USIAMO IL NOSTRO SENSO CRITICO! In questo modo saranno smascherati coloro che ingannevolmente dichiarano di appoggiare la causa palestinese.

    I mezzi di informazione sostengono che Hamas non rispetta la tregua. I FATTI DIMOSTRANO che Israele ha sempre violato la tregua mietendo continuamente vittime fra la popolazione civile. Sono la chiusura dei valichi della striscia di Gaza e la sua trasformazione in un campo di concentramento per un milione e mezzo di abitanti ridotti alla fame senza acqua, elettricità, medicinali, carburante, che hanno portato al fallimento della tregua.

    Resta comunque il fatto INDISCUSSO che Israele è un paese OCCUPANTE dei territori Palestinesi. Da più di 40 anni opprime, umilia e distrugge la vita dei palestinesi facendosi beffa di tutte le risoluzioni ONU, soprattutto quelle che impongono il ritiro totale dai territori di Cisgiordania e Gaza (risol. N. 224 – 338) e quelle che sanciscono il diritto ai profughi palestinesi di ritornare alle loro case e alle loro terre da cui sono stati cacciati nel 1948 (risol. N. 149).
     
     

    Ramallah, 12 gennaio 2009

    Venti giorni di bombardamenti continui nella Striscia di Gaza, centinaia di morti e migliaia di feriti, la maggior parte dei quali sono bambini e donne indifesi. La sofferenza della popolazione sembra non avere fine. La maggior parte degli sfollati, dalle aree di confine verso le città, sono contadini e famiglie rurali. Costituiscono il 25% delle famiglie nella Striscia di Gaza e vivono nelle zone rurali lungo i bordi con Israele; tutte le aree rurali sono state al centro dell'attuale aggressione israeliana, e dipendono totalmente dagli aiuti di emergenza. Lungo il confine nord della Striscia 5 km di terra agricola sono sotto controllo militare, mentre sul lato est sono 3 i km di terra controllata; questo lascia la terra, già marginalizzata, ulteriormente isolata e inabitata.

    Di seguito alcuni primi fatti sulla situazione del settore agricolo e delle famiglie contadine della Striscia:

    − l'area totale di Gaza è di 35.600 ettari, di cui 17.500 sono terra agricola. 5.000 sono stati distrutti dall'esercito israeliano prima dell'attuale aggressione. Oltre il 70% dei rimanenti 12.500 ettari di terreni coltivati sono ora completamente isolati.

    − la maggior parte dei progetti zootecnici sono in aree rurali; essi sono ora distrutti dai carri armati o isolati, e comunque gli animali non possono essere accuditi dal 27 dicembre scorso. La distruzione degli allevamenti di pollame ha lasciato la Striscia senza forniture di uova e carne di pollo. La situazione potrà essere ulteriormente valutata solo dopo il cessate il fuoco.

    − l'80% dei prodotti agricoli di questa stagione sono stati distrutti; questo ha lasciato la popolazione senza le forniture minime di frutta e verdura fresche e ha alzato i costi sul mercato, per le famiglie che ancora hanno accesso al mercato. È da notare che, senza accesso ai cibi freschi, la situazione di malnutrizione della popolazione (già grave prima dell'aggressione) sarà ulteriormente aggravata.

    − tutte le reti idriche e di irrigazione sono state distrutte o non funzionano a causa della mancanza di elettricità.

    − le strade di servizio all'agricoltura e le serre sono state distrutte, soprattutto nelle zone rurali di Rafah, Khan Yunis e lungo il bordo est. Nella zona di Beit Lahia, per esempio, sono stati distrutti centinaia di ettari di orti.

    − decine di pozzi per uso domestico ed agricolo sono stati distrutti, oppure le loro pompe elettriche sono state messe fuori uso.

    − la potabilizzazione dell'acqua non sta funzionando per i tagli all'elettricità, e il pericolo di malattie legate all'uso di acqua non pulita è grave. C'è il pericolo che il bacino di contenimento delle acque nere di Beit Lahia esondi, e questo causerebbe danni enormi e un disastro sanitario.

    − i progetti di agricoltura domestica realizzati da Parc si stanno rivelando molto importanti per permettere alle famiglie di avere accesso ad un minimo di cibi freschi, uova e carne.

    − a causa del blackout elettrico e del freddo, le famiglie sono costrette a tagliare gli alberi nei propri giardini o lungo le strade per riscaldarsi, il che peggiorerà ulteriormente la situazione ambientale della Striscia.

    Le stime dicono che l'80% delle terre agricole sono distrutte, oltre alla devastazione delle infrastrutture del settore agricolo. Questo riduce anche le possibilità di ricominciare le attività agricole, con perdite economiche di circa un milione di dollari al giorno.
     

    January 18

    peter punk - il buffone di corte

     

    flower of filastin

    visto che nuovamente si aprla di palestina e coloni vi consiglio una canzone che fa molto riflettere su coem porsi dinanzia a situazioni come quelle isdaelo -palestinese..
     
     
     
     
    Sto cercando di trovare le parole, ho bisogno di parole
    Parole convincenti, parole penetranti,
    che ti fanno un buco in testa e che poi lasciano frammenti in ogni dove
    schizzi di miseria
    chiazze di paura
    brandelli di sogni e
    resti di cultura,
    parole come raffiche di mitra in un mercato
    o come missili sparati al terzo piano di un palazzo,
    che facciano male cazzo,
    parole tanto forti da zittire tutto il mondo occidentale,
    solo per un attimo, soltanto per provare ad ascoltare,
    l’impotenza, il rancore…
    parole a fare male, picchiate sulla faccia come calci di fucile
    e pugni e sputi e schiaffi, parole… parole a ricordare,
    per non dimenticare che lo stato d’Israele si è insediato in Palestina con la guerra, trentacinche anni fa’, e che nun se ne vonno ‘i,
    e la grande israel già se chiamma Filastin, e duecentomila ‘e lloro
    nun tenevano ‘o diritto ‘e s’insedià, ma quale equidistanza qui
    parole partigiane a fare agguati a carri armati che rincorrono ambulanze
    parole per cercare di fermare la mattanza
    coscienti che farebbero più effetto un po’ di missili anticarro e che in sostanza
    parliamo per parlare mentre in Filastin si lotta e muore coltivando la speranza di veder nascere un fiore…
    FILASTIN FILASTIN FILASTIN FILASTIN
    I WILL CARRY MY BUCKET OF WATER FOR THE FLOWERS OF FILASTIN
    FILASTIN FILASTIN FILASTIN FILASTIN
    I WILL CARRY MY BUCKET OF WATER FOR THE FLOWERS OF FILASTIN
    Tre quatt’ migliara ‘e civili innocenti e sotto a mille creature
    Massacrati senza ragione ‘a gli israeliani int’ e’ territorje
    Hanno abbattuto seiciento palazzi e deportato ruimila persone
    In 15 anni ‘e chella ca loro ‘a chiammano ‘a guerra contro o’ terrore
    E o’ lato allà se chiamma Intifada e sta per rivolta rà popolazione
    Contro o’ terrorismo ‘e Israele, contro e’ surdate, contro ‘e colonie
    Che a chù ‘e trent’anni umiliano a’ gente impedendo la libera circolazione
    Aroppo che l’hanno arrubbato ‘a terra, ‘ a voglia ‘e campà,’o lavoro e l’ammore e allora
    A’ Paura d’Israele nuje forse nunn’a capimmo, ma poiché nun simmo sciemi ‘a contestualizzammo e nà cosa ‘a capimmo,
    capimmo ca n’ommo trattato trent’anni comm’ a n’animale
    addiventa nà bestia affamata, impaurita e pertanto feroce e chiena ‘e cazzimma, è normale, è naturale…
    E chiù ‘a bestia è feroce, chiù ‘a bestia è o’ padrone
    ‘ a bestia chiù bestia è sempre ‘o padrone
    ‘ a bestia è l’impero ca se fa dottrina
    a morte la bestia…
    viva Palestina
    FILASTIN FILASTIN FILASTIN FILASTIN
    I WILL CARRY MY BUCKET OF WATER FOR THE FLOWERS OF FILASTIN
    FILASTIN FILASTIN FILASTIN FILASTIN
    I WILL CARRY MY BUCKET OF WATER FOR THE FLOWERS OF FILASTIN
    For over 50 years, blood, sweat and tears, but the struggle for freedom continues, our pride never shall disappear,
    the People will never give in, land and freedom for Filastin
    cause we know we have the will to keep on existing, keep on surviving
    Laken ha hia arty huna Yajibu an auda, ila arty, ila Filastin
    Aud min ajli hauiaty mithla jady, qabla an yatrukù Filastin
    Audu hurru kay aktaru, an akuna usfuran au akuna shajarah(tun)
    Kamà raghiba jady
    (Ma eccola là, la mia terra, voglio ritornare nella mia terra, in Palestina.
    Tornare per una identità, come mio nonno, prima di lasciare la Palestina.
    Tornare, libera di scegliere se essere un uccello, come sempre avrei voluto, oppure un albero, come il nonno aveva sempre desiderato.) Mona Zaarour, 12 anni, campo profughi di Chatila.
    FILASTIN FILASTIN FILASTIN FILASTIN
    I WILL CARRY MY BUCKET OF WATER FOR THE FLOWERS OF FILASTIN
    FILASTIN FILASTIN FILASTIN FILASTIN
    I WILL CARRY MY BUCKET OF WATER FOR THE FLOWERS OF FILASTIN

    January 16

    8 giorni di lotta x la casa

    Paraguay: violenta repressione della polizia al movimento dei senza casa.

    Articolo apparso su Ya Basta il 7 dicembre 2008.

    Già cinque “sintechos” crocefissi per protesta.


    http://www.yabasta.it/local/cache-vignettes/L441xH270/py06dic08-6d543.jpg



               Continua da otto giorni la protesta di 16 organizzazioni dei “sintechos” (senza tetto) che protestano ad Asunción per il mancato acquisto dei terreni per l

    costruzione di case popolari che doveva avvenire entro il 2008, a fronte di un impegno di 48 mila milioni di guaranì (circa 8 milioni di euro) che il Senato aveva approvato nel bilancio statale destinandolo allo scopo e che rischiano di essere incamerati dallo stato se non spesi entro l’anno.
    Chiedono inoltre la regolarizzazione delle terre occupate, l’istallazione di pozzi artesiani.

    Alle proteste alle quali hanno partecipato migliaia di persone e che hanno bloccato le strade della capitale, la polizia ha risposto con le armi lasciando un morto, due feriti gravi, fra cui uno degli organizzatori ferito da un proiettile al collo e altri di minore entità.

    Ora la protesta si svolge nel centro di Asunción, davanti alla sede della Secretaría de Acción Social (SAS), incaricata all’esecuzione del programma, con la richiesta della destituzione dell’Amministratore dell’Ente Pablino Cáceres, accusato di incapacità per non aver a tutt’oggi concretizzato l’acquisto delle terre per la costruzione delle case popolari e per creare discriminazioni fra le varie associazioni che chiedono le assegnazioni escludendone una parte.

    Da venerdì due donne hanno iniziato un’azione di protesta clamorosa, facendosi crocifiggere davanti all’Istituto; la loro iniziativa è stata seguita da altri e oggi sono già cinque i “Sintechos” crocifissi per protesta, mentre altri si sono incatenati alle inferiate dell’Istituto iniziando uno sciopero della fame che intendono protrarre, al momento, fino al 25 di dicembre. Per oggi hanno annunciato altre ter crocifissioni.


    http://www.yabasta.it/local/cache-vignettes/L455xH320/sintecho06dic08-f4581.jpg

    evoluzione politica

    l'evoluzione politica e sociale è molto semplice quanto complessa..
    saro il piu sintetico possibile
    1 perche sono stanco e nn ho voglia di scrivere
    2 perche altriemnti se nn parto con questo obbiettivo finisce che riscrivo la bibbia..

    s ripercorriamo a ritroso al storia politica dell'uomo vediamo come ci siamo evoluti "" da sistemi monarchici-assolutisti-imperiali a graduali re distribuzioni di potere

    le prime civiltà veneravano l'uomo-dio
    poi siamo passati alla monarchia ed imperi
    ogni passaggio implica l'allargarsi della base di chi detiene il potere
    con l'impero l'esigenza di un organizzazione capillare porto un fenomeno nuovo
    la nascita degli intermediari (vassalli valvassini e valvassori ..)
    da qui la prima rovoluziono nn piu un singolo comanda ma nascono i congili dei cavalieri, la tavola rotonda
    qui clero e aristocratici si prendono la loro fetta (conquista del potere)
    poi 2 grande rivoluzione la borghesia nascente prende coscienza dle suo peso economico e quindi politico e fa una rivoluzione per rivendicare i propri diritti (rivoluzione francese)
    da qui in poi la piccola borghesia e i ceti minori cmq istruiti hanno sempr epiu spesso riposrtato inprimo piano istanze e lotte
    dalla rivoluzione francese in poi molte sono stati le lotte gli scioperio el contetsazioni popolari guidate o mono per rivendiacare diritti
    ora per quanto semplicistica questa fotografia sociopolitica dimostra come sia inevitabile il continuo divenire politico (sullla carta)

    chi sogna e crede nel comunismo e nell'anarchia n fa altro che aver voglia di qualcosa che naturalmente accadra..se e vero che dai lontani imperi ad oggi la partecipazione politico economica e sociale e crescita
    e vero anche che cio e avvenuto solo grazie a lotte e conquiste con prezzi molto alti..
    nn è un evoluzione scontata ma una conquista possibile
    ecco eprche credo che oggi piu che mai sia importante camminare verso l'orizzonte e credere nell'utopia
    .
    January 09

    risposta ai figli di provenzano

     RISPOSTA
     

    ....in sicilia si dice "l'erba tinta nun mori mai", cioè chi è cattivo lo sarà per sempre....Ma la speranza è l'ultima  a morire. Di seguito una lettera di Giovanni Impastato, fratello di Peppino, in risposta ai figli di Provenzano. Articolo tratto da repubblica.it.

     

    Lettera aperta ai figli di Provenzano

    Il fratello di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nel 1978, risponde ai figli di Provenzano dopo la lettera pubblicata dal nostro giornale
     
    di Giovanni Impastato
     
    "In risposta all’intervista rilasciata da Angelo Provenzano al giornalista di 'La Repubblica' Francesco Viviano voglio riferire alcune mie considerazioni. Credo di essere una delle persone ad avere più di altre la responsabilità e il diritto di intervenire, visto quanto ho vissuto e viste le vicende che hanno caratterizzato l’esistenza mia, di mio fratello Peppino e di mia madre Felicia.

    Non è affatto questo il percorso più adatto per risolvere le contraddizioni che riguardano la propria vita quando è partorita da un ambiente mafioso, per distanziarsi da quest’ultimo e chiudere definitivamente i conti con esso.

    Quanto affermato da Angelo costituisce quasi una continuità con un certo modo tipico di pensare, che ribalta i ruoli, cela la verità e finisce per rendere ancor più complicato combattere una battaglia di giustizia nel nostro paese.

    Non è vero. Non è vero che Provenzano è stato ed è tuttora l’a gnello sacrificale utilizzato da uno Stato tiranno per coprire le sue malefatte. Non si possono negare le sue enormi responsabilità, la sua direzione dei lavori nella costruzione di un progetto criminale che ha causato ingenti danni economici, ha bloccato lo sviluppo di tutto il territorio siciliano, e, soprattutto, ha lasciato a terra centinaia di vittime.

    Certo non bisogna dimenticare le connivenze, il ruolo svolto da uomini delle istituzioni e da funzionari dei vari settori che hanno contribuito allo sfascio. Né si può negare l’esistenza di legami tra alcuni settori della vita politica, del governo e dei servizi segreti con ambienti della criminalità organizzata. Che sia chiaro, però, che Provenzano non è stato strumentalizzato da questo sistema, ma è stato un suo complice, anzi, uno dei suoi animatori, ed è per questo che è stato ricompensato con le protezioni che gli hanno garantito una tranquilla latitanza durata quasi mezzo secolo.


    È facile riferirsi nei propri discorsi ad entità astratte, quasi incorporee, a concetti genericamente intesi come “lo stato” e “la mafia”. In entrambi i casi parliamo di organizzazioni composte da uomini, a volte corrotti nel primo caso, ma spesso onesti, ligi al dovere, disposti al sacrificio…uomini come Falcone e Borsellino; nel secondo caso solo criminali. E la mafia…sappiamo bene oggi che cosa sia la mafia, come sia strutturata, come al centro converga il potere criminale, attorno al quale si sviluppa un sistema di rapporti con il mondo dell’economia e della politica, tramite gli appartenenti alla cosiddetta borghesia mafiosa, come afferma Umberto Santino. Provenzano non appartiene a quest’ultimo settore, non è stato autore di reati finanziari o simili: è stato un assassino, un mandate di un numero imprecisato di omicidi, è stato capo assoluto di Cosa Nostra per decenni e come tale va considerato e giudicato, non solo nelle aule dei tribunali.

    Che il fenomeno mafioso sia sopravvissuto alla sua cattura dimostra solo come abbia fatto bene il suo lavoro. Come lo dimostra la diffusione che oggi ha la cultura mafiosa, che non è un atteggiamento mentale connaturato all’essere siciliani, ma è un modo di agire, di intendere i rapporti sociali e la fornitura di servizi, come la necessità dei propri diritti, che è stato diffuso, che si è propagato proprio a partire da Cosa Nostra, da quell’a pparato ingigantito e rafforzato dalle strategie dei più noti boss e, soprattutto, dalla reggenza dello stesso Provenzano. La cultura mafiosa, del resto, pare quasi contaminare le parole dello stesso Angelo, come il comportamento dei suoi familiari. Per liberarsene non bisognerebbe rinnegare il padre, negare a lui il legame d’a ffetto, ma rompere con il suo ruolo e condannare con decisione le sue azioni criminali.

    Qualche tempo fa, in occasione della cattura del padre, scrissi ad Angelo e a suo fratello Francesco una lettera aperta, chiedendo loro di percorrere questa strada, di divenire parte della società onesta, di compiere una rottura netta, così come abbiamo fatto io e mia madre Felicia seguendo l’esempio di mio fratello Peppino, che più di tutti ha pagato per il suo coraggio e la sua voglia di sottrarsi ai condizionamenti mafiosi, e, nonostante tutto, ha conquistato la sua libertà e ha regalato a noi la nostra. Noi non abbiamo mai negato che la nostra famiglia aveva origini mafiose, che mio padre era un’appartenete a Cosa Nostra, così come alcuni suoi fratelli, e che mio zio Cesare Manzella è stato capomafia fino al 1963, ma abbiamo rotto con quanto era da loro rappresentato. Non è questione di pagare per le scelte del padre, ma di fare la scelta, quella decisiva.

    E se non vorranno farla, Angelo e Francesco, seguendo la loro cultura, si ricordino che non sono loro le vittime dello Stato, i perseguitati, ma siamo noi cittadini onesti ad essere stati e ad essere tuttora vittime di quel sistema politico-mafioso le cui basi hanno gettato proprio Provenzano e gli altri come lui".
    (01 dicembre 2008)
    January 07

    basta massacri !!!


     

    Oggetto: BASTA MASSACRI, BASTA CON L’ASSEDIO, BASTA OCCUPAZIONE

    Quello che sta avvenendo a Gaza non è più nemmeno una guerra: è solamente un massacro. L’artiglieria israeliana continua l’opera di distruzione cominciata con i bombardamenti aerei.
    Se l’obiettivo politico-militare è quello di dare un colpo definitivo alla resistenza palestinese cancellando ogni possibile dirigenza politica nella Striscia di Gaza per molti anni, gli obiettivi diretti sono molti: case, scuole, ospedali, moschee, mercati….

    Ancora una volta le lacrime di coccodrillo dei vari liberal, in Israele e in Occidente, piangono gli “effetti collaterali” di una guerra “necessaria perché difensiva”. E chiedono a Israele “moderazione”, esprimendo comprensione perché subisce continui attacchi missilistici. E sanno di mentire. Non ci piacciono i missili, per quanto rudimentali, sui cittadini israeliani. Ma sappiamo che sono solo l’ultimo pretesto di un’occupazione che ha come obiettivo impedire la nascita di una Palestina indipendente e sovrana (o, peggio ancora per i sionisti al governo, di uno stato democratico bi-nazionale) .
    I nostri liberal dimenticano, perché complici, che Israele ha violato per primo la tregua il 4 novembre scorso; che Israele da due anni ha posto la Striscia di Gaza sotto un assedio criminale; che Israele ha come obiettivo politico quello dell’eliminazione di ogni organizzazione palestinese indipendente fin dal 1948; che Israele continua l’occupazione dei territori palestinesi e aumenta la costruzione delle sue colonie illegali…
    E dimenticano che Israele può farlo perché Stati Uniti e paesi europei – Italia in prima linea – permettono che lo faccia; perché collaborano alla buona riuscita dell’assedio di Gaza e dell’occupazione (finanziando il Muro e i Check Point); perché aiutano Israele con le loro armi e gli accordi militari. E l'Italia interviene attivamente a fianco di Israele anche con la missione Unifil che oggi dimostra la vera natura che denunciammo allora di fronte agli entusiasmi della sinistra di governo
    I nostri governi non sono silenziosi: sono complici della guerra di Israele.

    In questi giorni molte sono state le manifestazioni contro la guerra, dalla Palestina al mondo arabo, da Tel Aviv alle città italiane. In queste ultime migliaia sono stati i giovani arabi, islamici e non, a partecipare, a dimostrare la loro rabbia per una guerra che ancora una volta colpisce i loro fratelli e sorelle, come in Iraq o in Libano prima. E questa rabbia è diventata nei racconti giornalistici “fondamentalismo” per la determinazione e per le preghiere che spesso hanno accompagnato le manifestazioni; è diventato “antisemitismo” per le bandiere con la Stella di Davide bruciate. Purtroppo quel simbolo è lo stesso che vedono sui carri armati e gli aerei che uccidono in Palestina: questo dovrebbe essere lo scandalo.

    Noi, convinti che in Palestina sia in corso un conflitto politico e non uno “scontro di civiltà”, siamo con quei giovani e manifesteremo ancora insieme a loro. Crediamo sia urgente arrivare nel più breve tempo possibile a una manifestazione nazionale ampia e unitaria che raccolga tutti i democratici, chi in questi anni ha dato vita al grande movimento contro la guerra e tutti quelli che chiedono, con le stesse parole d’ordine dei pacifisti di Tel Aviv, israeliani e palestinesi:
    BASTA MASSACRI, BASTA CON L’ASSEDIO, BASTA OCCUPAZIONE

    Sinistra critica
    movimento per la sinistra anticapitalista
    December 10

    fuori controllo

    Fouri dal Controllo

     
    Il volantino dell'occupazione del  03 dicembre:

    Nasce a Padova un nuovo spazio “fuori dal controllo”

    Arriva un momento in cui bisogna rompere gli indugi, un istante nel quale ci si deve mettere in gioco e mettere in gioco le proprie abitudini e le proprie “sicurezze” per compiere un passo in avanti concreto nel tragitto che ci separa dal raggiungimento dei nostri bisogni e dei nostri desideri. Un passo in avanti innanzitutto per rendere palese che chi esercita controllo e potere non avrà mai le nostre vite, le nostre menti, il nostro presente e il nostro futuro.
    Noi oggi pensiamo di compiere uno di questi piccoli passi, uniti da un sentore collettivo che esige sempre di immaginare e costruire l’impossibile.
    Lo spazio che da oggi viene occupato dai nostri corpi impazienti e dai nostri saperi ribelli e che siamo pronti a difendere con tutta la forza della nostra determinazione si chiamerà:
    • LABORATORIO  FUORI DAL CONTROLLO..
    Un laboratorio politico, sociale, culturale e artistico che vuole innanzitutto fornire, a chi lo vivrà e a chi semplicemente lo attraverserà, nuovi strumenti di comprensione di se stessi e della realtà circostante  in un contesto sociale in cui i nostri “formatori”, della televisione o dell’università non fa differenza, ci insegnano, senza darci pace, che la regola numero uno è rassegnarci all’immutabilità dell’attuale stato di cose.
    In uno scenario in cui la messa in discussione degli equilibri costituiti eccede la sempre tollerata azione partitica e sindacale,  il rischio è di essere stigmatizzati come nemici del “benessere” e dello “sviluppo” della intera comunità.

    Occupiamo perché diffidiamo dei nostri “formatori”; abbiamo il forte sospetto che ci stiano ingannando. Occupiamo perché la nostra fame di sapere ha bisogno di uno spazio fisico per diventare energia dirompente in grado di costruire alternative di vita singola e collettiva rispetto alle previsioni e prevenzioni dell’asfissiante controllo sociale neoliberista.

    Vogliamo sapere, essere consapevoli e così poter agire, confliggere. Vogliamo sapere perché siamo precari, sapere perché siamo insoddisfatti, sapere cosa accade alle nostre università vittime del definitivo smantellamento del welfare e protagoniste di una delle contestazioni più diffuse e radicali vissute negli ultimi anni, sapere perché i nostri governi bombardano e occupano altri stati, sapere perché gli spazi dell’emarginazione e dell’esclusione sociale si stanno ampliando a dismisura.
    Costruire un osservatorio che analizzi in modo critico gli aspetti più contraddittori dell’attuale modello di sviluppo, un modello che tenta di imporre nelle nostre vite il paradigma securitario e che oggi su scala globale vive una crisi senza precedenti. È questo uno dei primi obiettivi che ci poniamo.

    Formazione, lavoro, guerra: pensiamo sia  imprescindibile affrontare ed indagare criticamente queste  realtà della nostra vita quotidiana con gli strumenti dell'inchiesta e dell'autoformazione  per comprendere la complessità e la vera natura del potere contemporaneo,  individuare e liberarsi delle strategie di controllo sociale ed essere in grado di costruire concretamente esperienze nuove di relazioni sociali, di trasmissione di saperi e di trasformazione dell'esistente.
    Incontri, dibattiti, gruppi di lavoro, incontri di autoformazione, proiezioni, pubblicazioni, percorsi di inchiesta e conricerca….ma anche azioni dirette per rallentare e contrastare il dilagare della precarietà, contrapporci alla svendita dell’università e alla mercificazione della cultura, difendere la calpestata dignità dei migranti, sabotare i sistemi di controllo e sorveglianza e altro ancora.

    Siamo impazienti di partire ma soprattutto di raccogliere proposte nuove da tutti quelli che vorranno camminare con noi.
    Siamo quelli senza piattaforma, senza libretti rossi ed ideologie, non abbiamo gerarchie e piani politici prestabiliti.Siamo imprevedibili e desideriamo sorprenderci e sorprendere, alimentare dubbi e sospetti, emanare creatività e conflitto, giorno dopo giorno, ripartendo da questo spazio. Vogliamo solo mettere a disposizione di noi stessi e di tutti quelli che vorranno uno spazio capace di aprire delle “possibilità”, possibilità di scegliere, di sapere, di essere un po’ meno insoddisfatti…


    LABORATORIO DI INCHIESTA E DI AUTOFORMAZIONE “FUO.CO”
     

     

    Padova, 4 dic. :

    Nel pomeriggio a Padova ci sono stati alcuni scontri tra agenti della polizia e studenti del collettivo universitario di Scienze Politiche. Tre agenti sono rimasti contusi, e sono stati portati al pronto soccorso per accertamenti. Un agente e' stata ricoverata con una ferita lacero contusa alla testa.

    Secondo la versione della Polizia, i tafferugli sono scoppiati quando una ventina di attivisti del collettivo di Scienze Politiche ha tentato di entrare con la forza nel cortile del municipio di Padova a Palazzo Moroni, attraverso un cancello che era presidiato dagli agenti della Polizia di Stato. Al tentativo di sfondare da parte degli studenti, le forze dell'ordine hanno risposto con una carica, nel corso della quale alcuni agenti sono rimasti contusi. I giovani dei centri sociali volevano protestare contro lo sgombero avvenuto in mattinata di una palazzina abbandonata, di proprieta' del Comune in Via Sarpi, che ieri sera era stata occupata dagli stessi studenti universitari. E nel corso dello sgombero in mattinana , c'erano gia' stati momenti di tensione con la polizia, e due studentesse del collettivo erano state medicate per alcune escoriazioni.

    Secondo la versione dei ragazzi, attorno all'una è scattato uno sgombero forzato della palazzina del Comune occupata dagli studenti nei giorni scorsi mentre erano in corso delle per liberarla. Secondo i ragazzi in Comune era stato già raggiunto un accordo per lo sgombero volontario della palazzina situata in Via Sarpi a partire da lunedì. L'accordo prevedeva la restituzione dei locali all'associazione che li aveva in concessione, pur non usandoli, per attività sociali. Sempre secondo il racconto degli studenti nonostante le trattative in corso con il Comune, in mattinata la polizia ha proceduto a sorpresa allo sgombero dello stabile abbandonato da tre anni dall'associazione a causa della mancanza di fondi per il restauro dei locali. La palazzina era stata occupata solo da pochi giorni dagli studenti del collettivo di Scienze politiche. Quando i giovani hanno cercato di protestare con il sindaco di Padova per il blitz della polizia, è scattata la nuova carica nel cortile del Municipio e quindi gli scontri.

     
     
    COMUNICATO DEL LABORATORIO FUO.CO: 
     

    Dopo quasi un anno dall’ultimo sgombero, ieri 3 dicembre, come attivisti del Collettivo scienze politiche- Laboratorio Fuo.Co. abbiamo occupato uno stabile in disuso da cinque anni, in Via Beato Pellegrino 204, di proprietà del Comune di Padova, per dare spazio ai nostri progetti di inchiesta, autoformazione a ricerca sulle nuove forme di controllo sociale e le politiche securitarie che sempre più governano le nostre città e le nostre vite. Il sindaco Zanonato, nonostante le nostre ripetute e continue richieste di dialogo e di apertura di un tavolo di trattativa sulla questione degli spazi, non si è nemmeno degnato di comunicare con noi ed ha firmato questa mattina un’ordinanza di sgombero dello stabile che abbiamo occupato.

    Alle 13 sono arrivati una decina di agenti DIGOS che, senza nessun preavviso nè spiegazione, ci hanno aggredito a calci e pugni, trascinandoci fuori e costringendoci a uscire dallo stabile. A sgombero avvenuto è arrivato un vigile urbano che, “tempestivamente”, ha notificato lo sgombero mentre sopraggiungeva una camionetta della celere. Subito dopo ci siamo diretti verso palazzo Moroni, sede del Comune di Padova, per chiedere spiegazione dell’improvviso e violento sgombero. Sul luogo si trovavano già diversi agenti DIGOS e due volanti della polizia. All’interno del cortile, la polizia coadiuvata da zelanti vigili urbani, manganelli alla mano, ci ha respinto sul cancello placcando e fermando un nostro compagno. Abbiamo subito e con forza dato vita ad un presidio molto determinato a richiedere la liberazione del nostro compagno fermato, venendo ripetutamente caricati dalla polizia e dal reparto celere arrivato dalla Questura. Nelle cariche sono stati coinvolti anche passanti inermi che tornavano dalla spesa al mercato e quattro studentesse che hanno riportato ferite e contusioni alla testa e alle braccia con prognosi tra gli 8 e i 10 giorni, tra cui una ancora in osservazione in ospedale.

    Denunciamo con forza chi ancora una volta dimostra di utilizzare le forze di polizia per trincerarsi dietro questioni di ordine pubblico invece che affrontare le reali esigenze della città che amministra. Denunciamo l’estrema gravità del comportamento del sindaco Zanonato, completamente sordo alle richieste di spazi di agibilità da parte degli studenti e dei precari, un sindaco che dimostra in ogni ambito la propria deriva repressiva e poliziesca attraverso politiche securitarie, militaresche nelle strade e polizia per schiacciare ogni forma di conflitto e mobilitazione nella città.

    Noi la crisi non la paghiamo

    Il FUO.CO. non si spegne

    Laboratorio FUO.CO. - Collettivo Scienze Politiche

    December 03

    strategia della tensione..

    Alex Boschetti e Anna Ciammitti nel loro libro "La strage di Bologna"(edizioni BeccoGiallo), che analizza la strage del 2 agosto 1980 e tutti i riscontri delle indagini, compresi i depistaggi attuati da Licio Gelli, considerano i NAR un punto di snodo nella strategia della tensione insieme con la P2 e la CIA per attuare uno spostamento dell'Italia verso destra con un golpe strisciante aiutato da gran parte dei rappresentanti di governo e servizi segreti (in buona parte iscritti alla loggia coperta P2).
     
     

    Strategia della tensione

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    December 01

    peace

    What a awful situation is crossing every nation
    The people fear shame and destruction
    I hear my sisters crying, I see my brothers dying everyday
    Heads of governments just don’t pay I say
    ‘ o munno s’è accapputtato, si chi ‘o guverna avessa stà ‘nzerrato pe nun fa dann’, n’cuollo a tutte quant’
    stì politiche globali songo overo criminali e ‘a gente nun’c’a fa
    nun se po’ chiù suppurtà
    AND YOU CALL IT PEACE
    THIS HIPOCRYTE SYSTEM ALL OVER THE WORLD
    AND YOU CALL IT PEACE
    THIS EVERYDAY WAR
    AND YOU CALL IT PEACE
    THIS HIPOCRYTE SYSTEM ALL OVER THE WORLD
    AND YOU CALL IT PEACE
    LYING EVERYDAY A LITTLE MORE
    Ate ‘ntiso tutt’ quant’ ‘e parole d’’o Papa j
    Ca v’ha ritto crowdda people suffering everyday
    Mò ve rice doje parole chillu scemo rò Zulù
    Ca nun ce capisce niente però siente e vire tu
    Nel nostro fottuto pianeta nù terzo rà popolazione mondiale s’arrangia cù meno ‘e nù dollaro ‘o juorno che è quello con cui poi dovrebbe campare e quattuciento multimiliardari, i signori più ricchi del nostro pianeta possiedono quanto guadagna in un anno nù poco chiù ‘e mezza umanità e nun ce sta
    Bisogno ‘a zingara p’adduinà che non va bene
    Sta situazione viri a chi conviene o non conviene
    Per esempio non conviene a nu milione di bambine brasiliane prostituìte pe campà e non conviene a quei dieci milioni di piccoli sudamericani che incominciano a rubare l’aria ch’anna respirà e po’ rubano tutto quello che trovano tra la culla e la tomba , viaggio breve, 100 all’ora li ammazza la fame e ‘o riesto se ponno sparà…
    AND YOU CALL IT PEACE
    THIS HIPOCRYTE SYSTEM ALL OVER THE WORLD
    AND YOU CALL IT PEACE
    THIS EVERYDAY WAR
    AND YOU CALL IT PEACE
    THIS HIPOCRYTE SYSTEM ALL OVER THE WORLD
    AND YOU CALL IT PEACE
    LYING EVERYDAY A LITTLE MORE
    Leaders of the world
    Site ‘a munnezza, purtate miseria e schifezza
    Leaders of the world
    And we’ll make you pay for the pain that you cause everyday
    Nù pazzo squinternato che m’hanno prestato da un’altra canzone ha truato nà vecchia ricetta rò pate, nù grande statista e petroliere, che confonde la pace nel mondo con l’idea di un impero globale con tanto di schiavi, di morti di fame, di servi in catene e di imperatore
    Prendiamo ad esempio nù bellu paese cosiddetto in via di sviluppo
    ‘ o Messico ca int’ a 10 anni chiù multimiliardari ha prodotto
    ‘ o Messico col suo presidente filoCocaColAmerican’
    nella cui capitale l’80% rà gente se morono ‘e famm’
    ‘ a povertà globale fa chiù muorti ogn’anno ‘e nà guerra mondiale
    ate che Saddam e Bin Laden,
    people fightin’everyday and everyday for survive and surviving...
    AND YOU CALL IT PEACE
    THIS HIPOCRYTE SYSTEM ALL OVER THE WORLD
    AND YOU CALL IT PEACE
    THIS EVERYDAY WAR
    AND YOU CALL IT PEACE
    THIS HIPOCRYTE SYSTEM ALL OVER THE WORLD
    AND YOU CALL IT PEACE
    LYING EVERYDAY A LITTLE MORE
    November 27

    sta accadendo ora!

    proviamo apensare a cosa accadrebbe se l eindustri e i privati mettessero peide piu di come stanno gi afacendo nella direzione scolastica universitaria e nn????

    finiremmo come in america dove le scuole sono gestite dalle multinazionali ,
    per quelle primarie coca -cola e mc -killer impongono una cultura alimentare basata sul consumismo e priva di qualsiasi critica e educazione alimentare..

    cosi l'america e il paese conil piu grande numeri di obesi e ricoveri per problemi dovuti ad un alimentazione indecorosa...
    ma nn solo
    cio vuol dire aumento delle spese sanitarie(private) che comportano solo guadagniper le case farmaceitiche eindustiali della sanità..oltre alle gia note multinazionali che allattanoin seno ottimi consumatori pronti pe rla società del consumo sfrenato..

    da anni nelle nostre scuole ci si stabattendo epr un educazione alimentare soprattuto in quelle a tempo pieno, ma cio nn piace a duna societa che epr esssere considerata produttiva e fiorente necessita di continui consumi
    basti l'esempio che berlusconi difende le banche egli industriali dall'accusa di essere colpevoli della crisi e addita come i colpevoli i consumatori..perche?
    perche appunto nn consumano piu e quindi nn fanno girare l'economia..

    matrix ci ha fatto vedere una societa dove gli uomini erano puro concime x le macchine..beh noi ora siamo pura carne da macello pe ril mondo del lavoro e puri consumatori passivi pe rl'economia..
    siamo sempre e cmq schiavi di un sistema che ci usa per vivere.
    November 26

    quale sicurezza????

    le nostre ore e giornate vengono scandite da slogan sulla sicurezza..
    la tv continua a diffondere notizie che infondono paura e senso di insicurezza
    i media accendono l'odio e l'intolleranza bombardandoci quotidianamente con informazioni e spot sulla sicurezza e la pericolosità dei migranti piuttosto che dei rom..
    un extra comunitario che fa un incidente ritornoa per un mese nelle notizie di quotidiani, giornali locali e notiziari ricordandoci come siano pericolosi e nocivi..

    poi pero passa sotto voce o molto spesso sotto nessun riflettore i 5 morti al giorno sul lavoro,
    troppo spesso extra comunitari irregolari, scappati dalla persecuzione o dalla miseria dovuta a una guerra che noi abbiamo voluto e di cui dopo nn vogliamo le conseguenze, arrivati dopo una traversata che ricorda l'inferno di dante e se sopravvissuti a tutto cio, cioè a chilometri di marcia forzata sotto il sole del deserto e a una settimana di attraversata stipati in una carretta del mare senza acqua ne altro beh, se ancora sono vivi, perche diciamocelo hanno lapelle dura, gli aspetta un po di carcere dure nei cpt..beh tutti voi conoscete la situazione e l'inchiesta del giornalista dell'esperesso
    se ancora pero sono vivi, ci pensa il lavoro in nero o l'avdita di qualche padrone che piuttosto che mettere a norma un impianto venderebbe sa madre, ad ucciderli e cosi mancando a tutte le normative minime sulla sicurezza volano giu dalle impalcature,si feriscono in un cantiere o bruciano sotto l'olio bollente di un acciaieria...ma nessuno lo sa o meglio lo denuncia..
    perche?
    perche tanto sono irregolari e quindi anche se crepano che differenza fa. per il mondo loro nn esistevano..
    e quindi passano sotto silenzio anche da morti e sotto un silensio morto passano le vere tematiche della sicurezza
    la sicurezza delle dichiarazioni dei diritti umani
    la sicurezza delle cure indipendentemente dalla razza o origine
    la sicurezza nei posti di lavoro
    la sicurezza di poter avere leggi che tutelino i cittadini nn li perseguitino
    la sicurezza di una legislazione efficente e utile all'integrazione e nn politiche ipocrite che prima negano e rifiutano i migranti e poi pero speculano sulle loro vite perche precari e quindi sudditi docili da sfruttare..
    la sicurezza che le leggi razziali siano finite
    la sicurezza nel rispetto
    la sicurezza di poter vivere e nn essere carne da macello
    ecco cos'è la sicurezza...

    La legge madre sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”, cioè la 626, “si applica in tutte le realtà fatti salvi gli edifici scolastici, il che è inaccettabile”, ha continuato il Capo della Protezione Civile, illustrando come per ragioni economiche di anno in anno sia stata prorogata la scadenza per la messa in sicurezza degli istituti, ora fissata per dicembre 2009.

    nn si puo morire a 17 anni perche il governo adeciso di speculare su tutto e continuare ad arrichirsi mentre ogni giorni milioni di cittadini rischiano piu o meno consapevolmente la vita.. per cosa???
    30 euro se sei un migrante o un po di cultura se sei uno studente..
    e adesso vogliono tagliare anche quello..
    cosa ci rimane?
    una tv accesa che continua a rimandare da giorni le stesse immagini trite e ritrite di vecchi in camicia verde che gridano in nome della sicurezza la caccia al diverso, oppure ipocriti politici che investono i bilanci comunali in videocamere che monitoranola città cosi da godersi davanti ad uno schermo piatto la vita che sciama, un barbone picchiato un migrante sfruttato e una scuola che crolla..
    loro nn possono fare nulla dicono,
    pero rimangono ebetiti a guardare la vita convinti che sia un film e che quelle videocamere in verita sono telecamere di un set cinematografico per cui tutto cio che avviene e finto e senza conseguenze...
    peccato che quelle sono telecamere e questa è la vita , nn un film del cazzo.

    pensateci.
    November 10

    el pueblo unido jamàs serà vencido

    I FASCISTI NON SONO I BENVENUTI!

    oggi come ieri orgogliosamente antifascisti!
    Giovani Comunisti
    Militanti Antifascisti

    Non il comunismo e' crollato sotto le macerie dei regimi dellEst, ma sono crollati i sistemi che rappresentavano la negazione dei nostri ideali. Il comunismo nella nostra concezione e' lorizzonte piu' elevato della liberta' e della speranza dellumanita', in un mondo segnato dallo sfruttamento, dallalienazione, dallimperialismo, dallautoritarismo, dalla guerra.

    PACE,LIBERTà,UGUAGLIANZA,TERRA ,LAVORO,GIUSTIZIA

    Contro la forza bruta e l' ingiiustizia il popolo avrà l' ultima parola, quella della vittoria.
    Che

    Fino a quando il colore della pelle non sarà considerato come il colore degli occhi noi continueremo a lottare.
    Che

    Se lei è capace di tremare di indignazione ogni volta che si commette un' ingiustizia nel mondo, siamo compagni.
    Che.

    Non contento di aver preso in mano le funzioni di Segretario generale, il compagno Stalin si è attribuito un potere immenso e non sono affatto sicuro che egli sia in ogni occasione capace di farne uso con la necessaria prudenza.
    Lenin

    Stalin è troppo arrogante e questo difetto, che può essere tollerato tra di noi e nei rapporti tra comunisti, non è tollerabile in chi occupa il posto di Segretario generale. Perciò propongo che i compagni esaminino la possibilità di allontanare Stalin da tale carica e di sostituirlo con un altro uomo che, prima di tutto, si differenzi da Stalin per una sola dote, cioè una maggiore tolleranza, una maggiore lealtà, una maggiore gentilezza, una maggiore considerazione per i compagni, un temperamento meno capriccioso.
    Lenin.

    Lenin è stato sfortunato. È nato cent'anni troppo presto. (Arthur C. Clarke)

    È proprio vero che la libertà è preziosa; così preziosa che dovrebbe essere razionata.
    Lenin

    La fiducia è bene, il controllo è meglio.
    Lenin

    Chi non è abbastanza coraggioso da assumersi le proprie responsabilità non compirà niente nella vita.
    Muhammad Ali

    Se un uomo non ha scoperto nulla per cui vorrebbe morire, non è adatto a vivere.(Martin Luther King)

    Dentro o fuori ad un ring non c' è niente di male a cadere..è sbagliato rimanere a terra.
    Muhammad Alì

    ci sono parole che fanno vivere, una di queste e' la parola compagni.
    Paul Elùard

    La sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza dei cittadini.
    Leonardo Sciascia

    Quando i ricchi si fanno la guerra, sono i poveri a morire.
    Jean-Paul Sartre

    Qualcuno era comunista perche' credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
    Giorgio Gaberscik

    Il mondo e' abbastanza ricco per soddisfare i bisogni di tutti, ma non lo e' per soddisfare l'avidita' di ciascuno.

    il rap di enea

     
    November 08

    MANIFESTAZIONE venerdì 14 NOVEMBRE

    MANIFESTAZIONE venerdì 14 NOVEMBRE

    Il prossimo venerdì ci sarà una manifestazione studentesca nazionale contro riforma gelmini, leggi 133 e 137 ecc ecc per università e scuole medie superiori.
    Certo, tutte cose già approvate, ma appunto per questo è importante andare! Perché la protesta che abbiamo costruito, la nostra indignazione e il nostro dissenso, non possono limitarsi a qualche assemblea o manifestazione PRIMA dell'approvazione.
    è proprio questo che loro vogliono! "lasciamoli far casino che dopo che l'abbiamo approvata si calmano le acque". Ma la nostra onda non si può fermare. il nostro dissenso e la nostra rabbia per lo smantellamento della scuola pubblica, per la sua privatizzazione e i tagli (quando invece si trovano i soldi per le banche o per i caccia e non per cose come scuola o ecologia!), quelle circa 10mila persone che erano in corteo a padova giovedì 30, c'è TUTTO ancora, non svanisce nel nulla, perché noi le conseguenze le dovremo pagare! noi la crisi la dovremo pagare, come dice lo slogan!
    per questo motivo le occupazioni continuano dove ci sono (a roma, a napoli...) in modo da far durare la protesta perché solo così possiamo essere incisivi e -attenzione! - non è vero come molti credono che siamo sconfitti in partenza. l'esperienza francese di due anni fa lo mostra: hanno prima bloccato le scuole con il consenso di tutti e poi hanno bloccato tutto in sciopero generale. in questo modo il governo è stato costretto a ritirare una riforma, che era mooooolto meno peggio di quella che ci aspetterebbe a noi.
    facciamo la nostra parte: le scuole e le università padovane non sono occupate, niente di tutto ciò. mostriamo però che il modello di scuola, università e lavoro che ci propongono (e quindi la società, perché è su questo che si basa) REALMENTE NON LO VOGLIAMO e uniamoci in molti per andare a Roma a dirglielo in faccia chiaramente, anche se in modo civile!
    noi studenti siamo stati spesso (anche in assemblea l'altro giorno) detti "ignoranti", "fannulloni"....mostriamo che non è così! e mostriamogli anche - visto che sembrano non arrivarci - che se una parte di noi lo è, c'è un motivo: se ci abbassano la qualità dell'insegnamento, saremo forse meno ignoranti? se riducono l'orario scolastico delle scuole elementari a 24 ore (solo mattino) e non forniscono valide alternative accessibili a tutti, e quindi costringono a parcheggiare i bambini davanti alla TV per ore....crescerà il futuro forse più cosciente e meno superficiale?
    quelli che sono stati erroneamente chiamati "licenziamenti" e che sono in realtà "non assunzioni" chi andranno a colpire se non NOI che non troveremo lavoro e che saremo costretti sempre di più ad accettare il lavoro precario?


    per venerdì è quindi stato organizzato un treno speciale da padova il cui prezzo, contrattato con trenitalia è intorno ai 10 euro.

    facciamo in modo, o curiel, di non rendere vana la fatica di organizzare una 24ore non-stop come protesta, di non farci chiamare stupidi e mostrarci invece coscienti di quello a cui andiamo incontro! venite in tanti con noi venerdì a roma, a conoscere un'altrnativa a ciò che vogliono che accettiamo in partenza! a conoscere altre realtà con altre esperienze ma con le nostre stesse motivazioni.... a riprendere slancio ed energia per dire un NO deciso e nescessario, che duri a lungo anche nella nostra padova!


    cavolo volevo scrivere meno,ho scritto di getto. ma per favore leggetelo, poi liberissimi di avere la vostra opinione - dirla o portarvela in tomba - ma almeno leggete!